Perché succede
Quando due persone si parlano davvero, i corpi si mettono d’accordo prima delle parole: stesso ritmo, tono simile, pause che si incastrano. Non è una tecnica, è quello che succede da solo quando l’attenzione è lì. Nella mia pratica vedo che i ragazzi registrano lo scarto prima del contenuto: se tu vai veloce mentre lui va piano, o resti in piedi mentre lui è seduto, anche la frase giusta arriva storta. Il rispecchiamento non è una cosa che fai a tuo figlio, è il segno che ci sei.
Cosa puoi fare
- Accorda il passo prima del contenuto. Se parla piano, rallenta. Se parla a voce bassa, abbassa la tua. È la prima cosa che sente, molto prima di quello che gli stai dicendo.
- Usa le sue parole, non la tua traduzione. Se dice che una cosa è “una rottura”, riprendi “rottura” invece di tradurlo in “difficoltà”: la tua traduzione gli segnala che hai già cominciato a lavorarci sopra.
- Mettiti nella sua posizione, non nei suoi gesti. Se è seduto, siediti; se guarda altrove mentre parla, non pretendere gli occhi. Non serve replicare il gesto, basta non stare nella posizione opposta.
- Segui il livello di energia, non il comportamento. Quando è spento non alzare il tono per tirarlo su, perché è lo scarto a farlo chiudere. Quando è carico, tienti mezzo passo sotto il suo livello invece di salirci sopra.
Cosa evitare
Non accompagnare la rabbia con la rabbia: se lui alza la voce e tu la alzi per stare al suo livello, non è sintonia, è una lite che parte in anticipo. Se ti accorgi che stai recitando, smetti. E non farne una cosa da fare di nascosto: un gesto che devi tenere nascosto a tuo figlio, il giorno in cui lo riconosce, ti costa la fiducia su tutto il resto.
Quando chiedere aiuto
Provarci per qualche settimana senza ottenere risposta è normale, e non è la soglia. Quello che cambia il quadro è il mondo che si stringe intorno a lui: uscite che si riducono di mese in mese, sonno che scivola sulla notte, un mese di rifiuto della scuola. E c’è un segnale da non lasciar passare: quando smette di rifiutare le tue proposte e comincia a non registrarle, come se non le avesse sentite. Lì non aspettare, perché il ritiro si autoalimenta.