Perché succede
Per un bambino il valore di un oggetto è quello che si vede: la confezione, il nome, quello che hanno gli altri. Prezzo e valore coincidono, e non è ingenuità, è mancanza di esperienza. Nella mia pratica vedo che questa distinzione non si trasmette spiegandola. Si impara quando una cosa comprata con i propri soldi si rompe in due giorni, oppure quando dura un anno e continua a piacere. Il tuo compito non è insegnare il valore delle cose: è fare in modo che si accorga di quello che sta già succedendo.
Cosa puoi fare
- Davanti a due prodotti simili, confrontate ad alta voce. Non solo il prezzo: quanto dura, com’è fatto, quante volte lo userà davvero. Fallo scegliere a lui alla fine.
- Chiedi, dopo un acquisto deludente, se lo rifarebbe. Non subito e non con tono di rimprovero. Basta una domanda: «lo ricompreresti?». La risposta è la lezione.
- Prima di comprare, guardate se esiste già. Qualcosa in casa che fa lo stesso lavoro, qualcosa che si può riparare. Rimandare un acquisto è un’esperienza di valore quanto farlo.
- Una volta ogni tanto, mostragli quanto costa ciò che dà per scontato. La spesa della settimana, un paio di scarpe. Una volta, senza farne una lezione e senza farlo sentire in colpa.
Cosa evitare
Non dire «non hai idea di quanto costa» e non usare i soldi per fargli pesare quello che ha: il senso di colpa non produce consapevolezza, produce silenzio. Ed evita di comprare la versione costosa e poi lamentartene davanti a lui.
Quando chiedere aiuto
Il segnale a cui stare attento non è che desideri quello che hanno gli altri, ma che cominci a evitare. Se rifiuta inviti che prima accettava, se non vuole più portare nessuno a casa, se rinuncia a uscite che gli piacerebbero per non farsi vedere con quello che ha, il tema non sono più le cose. La soglia qui non è il tempo, è il fatto che stia già rinunciando.