Autonomia ogni età Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Il giorno della paghetta

Gestire i soldi lo aiuta anche con lo studio e il tempo?

Perché succede

Questa scheda parte da una paghetta già avviata e gestita da lui. Se sei all’inizio, il trasferimento di cui parliamo qui arriva dopo qualche mese, non nella prima settimana.

Sì, per una ragione precisa: il denaro è la prima risorsa limitata che un bambino vede e tocca. Il tempo è limitato allo stesso modo, ma è invisibile, e per questo non si impara a gestirlo per primo. Nella mia pratica vedo che il travaso avviene da solo: chi ha imparato a far durare la paghetta fino a sabato comincia a organizzare il pomeriggio con la stessa logica, perché è la stessa operazione con un’altra unità di misura.

Cosa puoi fare

  1. Usa le stesse parole nei due campi. Il pomeriggio ha un budget di ore come la settimana ha un budget di euro. Il lessico che condividete è ciò che rende visibile il passaggio.
  2. Rendi visibile il tempo come hai reso visibili i soldi. Se i risparmi crescono in un barattolo trasparente, le ore del pomeriggio possono stare su un foglio con tre caselle: quello che serve, quello che piace, quello che avanza.
  3. Applica l’ordine che già conosce. Prima quello che serve, poi quello che piace: sui compiti funziona esattamente come sulla spesa, e lui lo ha già capito una volta.
  4. Tieni un termometro dei progressi anche su un obiettivo che non è economico, le pagine di un programma o gli allenamenti prima di una gara: serve la stessa cosa che serviva per il risparmio, vedere la barra salire.
  5. Nomina il trasferimento quando accade. «Hai fatto con il pomeriggio la stessa cosa che fai con la paghetta.» Riconoscere una competenza è ciò che gliela rende disponibile la volta dopo.

Cosa evitare

Non usare la paghetta come strumento di controllo dello studio, altrimenti smettono di essere due esercizi paralleli e diventano un ricatto. Ed evita di riempire tutte le caselle del suo tempo: la quota che avanza serve a lui come la quota libera dei soldi.

Quando chiedere aiuto

Se l’organizzazione crolla in tutti i campi insieme, il tema non è il metodo. Il segnale che guardo è la scuola: un mese di rifiuto di andarci, oppure tre mesi in cui le uscite si riducono una alla volta e il ritmo del sonno si rovescia. E il passaggio che conta di più: quando smette di rifiutare le proposte e comincia a non registrarle nemmeno. Non aspettare che passi da solo.

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