Perché succede
Perché un video toglie all’errore la cosa che lo rende sopportabile: il fatto che finisca. Una brutta figura in cortile dura un pomeriggio, la stessa brutta figura registrata può essere rimessa in circolo ogni volta che qualcuno decide di farlo. Nella mia pratica vedo che il colpo più duro non è la vergogna del momento, è il non sapere quando arriverà la prossima volta. Da lì viene il silenzio: parlare sembra dare a quel materiale ancora più vita.
Cosa puoi fare
- Concorda prima come si rientra. Che cosa dice se qualcuno tira fuori il video, con chi entra a scuola, dove va se non regge. Sapere di avere una via d’uscita è quello che rende possibile tornarci: non serve che sia una bella risposta, serve che ci sia.
- Rimetti l’episodio alla sua misura. Gli è successa una cosa, non è diventato una cosa. La differenza fra «quel giorno hai fatto una stupidata» e «sei quello del video» è tutto il lavoro di questa scheda.
- Non rassicurarlo sul contenuto. «Fra una settimana non se lo ricorda nessuno» non funziona, perché lui vede che se lo ricordano. Sta sul costo che gli sta facendo pagare, non sulla durata.
- Di’ una frase sola e poi fai silenzio. «So che gira quel video, e per me non cambia niente di te». Poi taci. Riempire lo spazio con le domande lo obbliga a occuparsi di te invece che di sé.
Cosa evitare
Non commentare, non rispondere, non chiedere ad altri ragazzi di intervenire: ogni reazione pubblica dà al materiale un altro giro. E non trasformare la faccenda in una lezione sull’uso del telefono: adesso è una persona ferita, la lezione la farai fra tre mesi o non la farai.
Quando chiedere aiuto
Guarda l’evitamento, non l’imbarazzo. L’imbarazzo passa, l’evitamento si allarga: comincia a saltare la mensa, a non andare in bagno a scuola, a rifiutare inviti che prima accettava, a non farsi più fotografare. Quando rinuncia a cose che vorrebbe fare solo per non essere visto, non aspettare i mesi: quello è già il momento. E se dietro c’è qualcuno che continua a rilanciare, muoviti subito, anche con la scuola.