Vita digitale 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Mio figlio è convinto che gli amici lo stiano escludendo

Perché succede

Nella mia pratica vedo che quasi mai il punto di partenza è un fatto: è un silenzio. I messaggi vengono letti e non ricevono risposta, gli altri risultano online, e in quello spazio vuoto lui mette la spiegazione peggiore. Poi comincia a rincorrere, e ogni non risposta pesa il doppio della precedente. A quell’età il gruppo è il posto in cui si capisce chi si è, quindi perderlo non è perdere compagnia: è perdere il punto da cui si guarda. E più teme di aver infastidito gli altri, meno riesce a fare la sola cosa che scioglierebbe il dubbio, cioè chiedere.

Cosa puoi fare

  1. Chiedi i nomi. Non «gli amici», ma chi esattamente ha smesso di rispondere e chi risponde ancora. «Tutti» quasi mai regge alla verifica, e già questo cambia la dimensione del problema.
  2. Sposta la domanda. Da «cosa c’è di sbagliato in me» a «cosa è successo con quella persona». Chiedigli quando si sono visti l’ultima volta e che cosa è cambiato in quel periodo.
  3. Accogli la conclusione peggiore e affiancala. Se dice «non mi vogliono più», non negarlo: «può essere, e può anche essere che quel gruppo si stia sciogliendo per conto suo». Due possibilità insieme, senza scegliere per lui.
  4. Ferma la rincorsa e concorda una domanda sola. Dieci messaggi di controllo dicono di lui più di quanto ottengano. Una frase diretta a una persona, e poi si aspetta.
  5. Punta su ciò che si ripete. Una cosa fissa alla settimana con qualcuno vale più di cinque tentativi di rientrare in un gruppo che si allontana.

Cosa evitare

Non liquidare la cosa con «trovatene altri»: gli confermi che il problema è lui. E non scrivere tu ai genitori degli altri ragazzi per capire cosa è successo, perché se lo scopre perde il canale con te proprio adesso.

Quando chiedere aiuto

Pochi amici non è un problema. Nessuna relazione in cui dia e riceva lo diventa, e se dura circa tre mesi vale guardarla da vicino. Ma qui c’è un caso in cui non si aspetta: se l’esclusione è attiva, se ci sono prese in giro, gruppi fatti per tenerlo fuori, messaggi che girano su di lui, la soglia salta e si interviene subito, anche coinvolgendo la scuola.

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Dietro il silenzio

Quello che tuo figlio non ti dice

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