Vita digitale 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Come gli faccio valere l'autenticità senza farne una battaglia?

Perché succede

Tuo figlio ha un valore e lo sta pagando con l’isolamento, quindi lo difende come si difende una posizione sotto assedio. Nella mia pratica vedo che qui accade un rovesciamento: l’autenticità nasce come modo di stare bene e diventa un obbligo di coerenza, una prova da superare ogni volta. A quel punto ogni compromesso normale, andare a una festa che non lo entusiasma, mettersi in una foto, ridere di una cosa stupida, gli sembra un tradimento di sé. E il paradosso è che difendere l’autenticità in modo così rigido diventa un altro personaggio da tenere in scena, faticoso come quello che critica negli altri.

Cosa puoi fare

  1. Togli autorità al calendario immaginario. Non solo a quello sociale, anche al suo: da qualche parte ha scritto che una persona coerente non fa certe cose. Chiedigli chi ha stabilito quella regola, e se la applicherebbe a un amico.
  2. Abbassa il costo dell’esposizione invece di convincerlo. Concordate prima la via d’uscita: si va, si resta mezz’ora, si torna. Entrare in una situazione diventa possibile quando uscirne è già deciso, e non serve nessun discorso sui valori.
  3. Non rassicurarlo sul contenuto. «Non è vero che ti guardano» o «non è vero che sono tutti falsi» chiudono la porta: sono affermazioni su cui vi mettete a discutere invece di muovervi.
  4. Distingui il valore dalla postura. Si può stare in un posto senza fare come fanno gli altri, e senza doverlo spiegare a nessuno. Essere se stessi non richiede una dichiarazione pubblica ogni volta.

Cosa evitare

Non fare dell’autenticità un tema di conversazione ricorrente, perché diventa la sua identità principale e più lo diventa meno esce. E non complimentarti con lui per essere diverso dagli altri: gli metti addosso il compito di restarlo.

Quando chiedere aiuto

Il segnale non è l’orgoglio delle proprie idee, è l’evitamento: rinuncia a cose che vorrebbe fare per non essere visto. Qui vale in particolare se comincia a rifiutare inviti che prima accettava, se non si fa fotografare, se evita i posti dove ci sono molti coetanei. La durata di riferimento è di sei mesi, ma la soglia vera è funzionale e arriva prima: conta il momento in cui la vita si restringe, non quanto tempo è passato.

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Dietro il silenzio

Quello che tuo figlio non ti dice

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