Bias cognitivi 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress

Cosa faccio se rifiuta ogni consiglio e ogni confronto?

Perché succede

Un consiglio non arriva mai da solo: arriva insieme al messaggio implicito che tu vedi qualcosa che lui non vede. A sedici anni quel messaggio è insopportabile, perché il lavoro di quell’età è esattamente dimostrare di potercela fare senza. Nella mia pratica vedo che il rifiuto non riguarda quasi mai il contenuto del consiglio: riguarda chi lo dà, e infatti la stessa identica frase, detta da un altro, passa senza problemi.

Cosa puoi fare

  1. Non chiudere il canale, qualunque cosa succeda. Anche quando ti sembra di parlare a un muro, resta nella stanza: la battuta a tavola, il passaggio in macchina, la domanda su una cosa che non c’entra. Chi si offende e smette di parlare gli conferma che aveva ragione a chiudere per primo.
  2. Riduci la taglia di quello che offri. Non il discorso sul futuro, non il piano di vita: la cosa piccola di domani, una sola. Un consiglio che si esegue in dieci minuti si può accettare senza ammettere niente, e ogni consiglio accettato rende un po’ più possibile il successivo.
  3. Entra da dove è già aperto. Su quello che gli piace non deve difendersi, quindi lì ti ascolta. Parti dalla sua passione, chiedigli di spiegartela, portagli qualcosa che allarga quel campo. La conversazione che vuoi avere arriva quasi sempre a partire da lì, mai frontalmente.
  4. Fai arrivare il consiglio da qualcun altro. Un allenatore, un professore, un cugino più grande, un adulto che stimi anche tu. Non è una resa, è strategia: in questa fase l’unica voce che non passa è la tua, e il tuo lavoro è assicurarti che ne esista almeno un’altra che passa.

Cosa evitare

Non ripetere lo stesso consiglio più volte sperando che entri: la ripetizione non convince, insegna solo a smettere di ascoltarti prima. Ed evita gli ultimatum sui quali non puoi andare fino in fondo, perché ogni ultimatum ritirato riduce il peso della prossima cosa che dirai.

Quando chiedere aiuto

Finché discute, si arrabbia, sbatte la porta, è ancora dentro la conversazione con te. Il segnale che cambia il quadro è quando smette di rifiutare e comincia a non registrare: le proposte gli scivolano addosso senza più un sì o un no. Se nel frattempo le uscite si riducono da tre mesi e il sonno slitta sulla notte, non è testardaggine. E se salta la scuola da un mese, si chiede aiuto adesso, perché il ritiro si autoalimenta.

PDF

Scarica la scheda in PDF

Una pagina, da stampare.

Scarica il PDF ↓

Altre schede su bias cognitivi

Tutte le schede Tutte le schede su bias cognitivi