Bias cognitivi 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress

Mio figlio ha cambiato amici e disprezza i vecchi: perché?

Perché succede

Entrare in un gruppo nuovo, per un adolescente, non è cambiare compagnia: è cambiare risposta alla domanda «chi sono io». E ogni gruppo si tiene insieme anche per differenza da qualcuno, quindi il prezzo d’ingresso è quasi sempre prendere le distanze da chi stava prima. Nella mia pratica vedo che il disprezzo per i vecchi amici non è cattiveria e non è nemmeno sincero: è la prova che sta dando al gruppo nuovo di essere davvero dei loro.

Cosa puoi fare

  1. Non attaccare gli amici nuovi. Nel momento in cui li critichi, difenderli diventa un modo per difendere se stesso, e ti sposti automaticamente dalla parte da cui si sta allontanando. Puoi non apprezzarli e tenertelo, per adesso.
  2. Chiedi che cosa ci trova. «Cosa ti piace di loro?», «come ti senti quando sei con loro?». Sono domande vere, non retoriche, e la risposta ti dice di che cosa aveva bisogno: sentirsi sicuro, sentirsi visto, sentirsi qualcuno.
  3. Fatteli venire in casa. Proponi una pizza, una serata film, un passaggio in macchina a tutti. Un pomeriggio a osservarli mentre stanno insieme vale più di un mese di ipotesi, e ti fa capire chi decide le regole del gruppo.
  4. Non chiudere la porta al vecchio amico, ma non imporlo. Continua a nominarlo con naturalezza, invitalo quando capita, senza fargliene una colpa. Quel legame gli servirà quando il gruppo nuovo stringerà troppo, e a quel punto deve trovarlo ancora aperto.
  5. Reggi la distanza senza inseguirlo. Allontanarsi dalla famiglia in questa fase è previsto. Ciò che deve restare stabile sei tu: stessa disponibilità, stessi orari a tavola, stesse cose che ci sono sempre state.

Cosa evitare

Non fare paragoni con il gruppo di prima («quello sì che era un ragazzo per bene»): ottieni solo che il confronto diventi una gara che deve vincere lui.

Quando chiedere aiuto

Il criterio non è quali amici ha ma la reciprocità: dentro quel gruppo dà e riceve, o si adegua e basta? Guarda se ha ancora una sola relazione in cui può dire una cosa impopolare senza pagarla. Come riferimento tre mesi, e il momento in cui l’appartenenza smette di essere una scelta e diventa una condizione da difendere ogni giorno con la paura di perderla.

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