Perché succede
La mente prende un tratto che le piace, la bellezza, la simpatia, la popolarità, e da quello deduce tutto il resto: chi è bello sembra anche intelligente, leale, affidabile, senza che nessuno abbia verificato niente. È una scorciatoia comoda, perché valutare una persona per davvero costa tempo e attenzione. Nella mia pratica vedo che in adolescenza lavora al massimo, perché l’immagine è la moneta con cui si entra in un gruppo: se conta tanto per essere accettati, è naturale che diventi anche il criterio con cui si giudicano gli altri.
Cosa puoi fare
- Quando ti parla di qualcuno di nuovo, chiedi che cosa ha visto, non che cosa gli piace. «Come si comporta con gli altri? Che cosa ti ha raccontato di sé?» Sono due domande da dieci secondi, non un interrogatorio.
- Usa le storie degli altri come palestra. Davanti a un film o a una serie: «questo personaggio è come sembrava all’inizio? Ti fideresti di lui?» Su un personaggio inventato può pensare liberamente, su un amico no.
- Fagli vedere che tu cambi idea. Quando ti accorgi di aver giudicato male qualcuno, dillo ad alta voce e racconta che cosa te l’ha fatto capire. Questo passa meglio di qualsiasi discorso sul non fermarsi alle apparenze.
- Allarga il campo. Uno sport, un corso, un posto dove le persone che contano non sono le stesse della scuola. Più modelli diversi di persona in gamba incontra, meno peso ha il modello unico.
Cosa evitare
Non ridicolizzare la persona che ammira: diventa la sua causa da difendere, e tu il nemico. Ed evita di commentare l’aspetto fisico degli altri davanti a lui, perché è lì che impara il criterio che poi usa.
Quando chiedere aiuto
Il segnale non è la delusione, sono le parole con cui ne esce. Se dopo un’amicizia finita male la frase non è «mi sono sbagliato» ma «sono io che valgo poco», e questo modo di dirsi resta uguale per due settimane invece di cambiare con le giornate, guarda anche il resto: se ha smesso di interessargli anche ciò che prima gli piaceva, o se al posto della tristezza c’è un’irritabilità continua.