Perché succede
Il problema non è che tuo figlio non sappia cosa può andare storto: è che nel momento della scelta il calcolo non parte, perché la parte del cervello che pesa le conseguenze lontane è ancora in costruzione mentre quella che cerca la ricompensa subito funziona già benissimo. Nella mia pratica vedo che i ragazzi imparano questo calcolo quando qualcuno lo fa con loro qualche volta, ad alta voce.
Cosa puoi fare
- Allenalo prima, su una decisione vera che sta arrivando. Non su un caso di scuola: la festa di sabato, il viaggio con gli amici. A freddo il ragionamento entra, nel mezzo della cosa non c’è più tempo.
- Fategli scrivere le due colonne, rischi e benefici. Sul serio, su un foglio. Vedere che la colonna dei benefici contiene «mi diverto di più» e nient’altro fa più lavoro di qualunque discorso.
- Aggiungi la domanda sul dopo. «Come pensi di stare domani mattina?» Il calcolo si inceppa perché tiene conto solo di stasera: spostare l’orologio di dodici ore è il gesto più semplice che lo cambia.
- Fagli guardare la scena dagli occhi di un altro. «Se fosse la tua amica a raccontarti che sta per fare questa cosa, tu cosa le diresti?» Su di sé il calcolo salta, su un altro funziona quasi sempre, e la differenza fra le due risposte è la lezione vera.
- Fai vedere come decidi tu, dicendolo ad alta voce. Quando devi scegliere qualcosa di importante, racconta i passaggi: che cosa ti preoccupa, che cosa hai controllato, che cosa hai deciso di rischiare lo stesso.
Cosa evitare
Non usare l’esercizio per arrivare alla risposta che avevi già in tasca: se le due colonne servono a farlo capitolare, la volta dopo non le compila più.
Quando chiedere aiuto
Il segnale non è la decisione sbagliata, che a quell’età è nel conto. È quello che succede dopo: se da «ho fatto una cavolata» passa a «sono uno che le fa sempre» e ci resta anche davanti alle prove contrarie, e se dopo un errore comincia a tirarsi indietro anche in cose che non c’entrano. Se dura più di uno o due mesi e si allarga, non aspettare la fine del trimestre.