Perché succede
Quasi nessun genitore arriva tardi per disattenzione. Nella mia pratica vedo che la domanda utile non è quanto sta male adesso, ma da quanto tempo sta così e quante cose ha già smesso di fare.
Cosa puoi fare
- Tieni due righe al giorno per due settimane. Che cosa hai osservato, non che cosa hai pensato: se si è alzato, se ha mangiato, se è uscito, se ha risposto a qualcuno. Ti fanno vedere la curva, e al professionista servono più di ogni racconto.
- Nominalo per quello che è. Non un posto dove si aggiusta chi è rotto, ma un posto dove si capisce che cosa succede, con qualcuno che non sei tu e non è un insegnante. Detto così, molti accettano.
- Se rifiuta, comincia tu. Un primo colloquio con i soli genitori ha senso e non richiede la sua presenza. Spesso è anche il motivo per cui, qualche settimana dopo, decide di venire.
- Passa dal medico o dal pediatra quando c’è il corpo. Sonno, appetito, peso, mal di testa ricorrenti: la parte organica va esclusa da chi può farlo.
Cosa evitare
Non usarlo come conseguenza di un comportamento: «se continui così ti porto da uno psicologo» trasforma un aiuto in una punizione e chiude la porta per anni.
Quando chiedere aiuto
I criteri, in breve. Non la tristezza ma la perdita di piacere: smette di interessargli anche ciò che prima gli piaceva, per due settimane e quasi tutti i giorni. Nei ragazzi si vede più spesso come irritabilità che come pianto. Guarda come parla di sé: «sono un fallito» al posto di «che disastro oggi» dice che il giudizio è diventato stabile. E guarda che cosa ha smesso: rendimento, sonno, appetito, amici, sport.
C’è poi un caso che non aspetta nessun criterio. Se tuo figlio dice, anche una volta sola e anche in tono leggero, che vorrebbe farsi del male o non esserci più, non aspettare e non cercare di capirlo da solo. Chiediglielo direttamente: nominare la cosa non la provoca, la rende dicibile. Poi cerca aiuto oggi stesso, non la settimana prossima: parlane con il tuo medico o con il pediatra, chiama Telefono Azzurro al 19696, attivo tutti i giorni a ogni ora, e se ti sembra che la situazione sia immediata chiama il 112. Nel frattempo restagli vicino e non lasciarlo solo.