Emozioni 14-18 anni Guardare meglio
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Perché arriva ad abbassarsi tanto pur di essere accettato?

Perché succede

Perché in quel momento il gruppo non è una compagnia, è una prova d’esame. Nella mia pratica vedo che i ragazzi che cedono di più non sono i più deboli, sono quelli che si sono convinti che il posto vada guadagnato: se sto lì è perché ho pagato abbastanza. E una volta entrati in questa contabilità il prezzo sale sempre, perché ogni cosa fatta per restare è anche la prova che senza fare quella cosa non sarebbe rimasto.

Cosa puoi fare

  1. Dagli un posto dove non deve guadagnarsi niente. Una cosa sola, la stessa ora ogni settimana, con persone che ci sono comunque: uno sport, un corso, i nonni, un lavoro. Una cosa che torna vale più di cinque occasioni diverse in un mese.
  2. Non contraddire il «sono patetico». Se lo smonti lo raddoppia. Accoglilo e affiancagli un’altra possibilità senza cancellare la prima: «capisco che ti senta così, e per me quel giorno lì ci sei andato per non restare solo».
  3. Nomina il calendario a cui si sta misurando. Da qualche parte ha in testa che a sedici anni si deve già stare dentro un gruppo, avere una storia, essere richiesti. È un calendario che non ha scritto nessuno: dirlo ad alta voce gli toglie autorità.
  4. Toglilo dal ruolo di chi deve rassicurarti. Se ti vede in ansia per lui, alla sua fatica si aggiunge il compito di farti stare tranquillo, e a quel punto smette di raccontarti le cose.

Cosa evitare

Non dirgli che quelli non sono veri amici: lo sa già, e sentirselo dire da te lo obbliga a difenderli per non ammettere di essersi sbagliato. Ed evita di misurare la sua vita sociale con i numeri, quanti amici ha o quante volte esce: sposta l’attenzione sulla quantità proprio mentre il problema è la qualità dello scambio.

Quando chiedere aiuto

Il segnale da guardare non è quanto cede al gruppo, è come parla di sé quando è a casa. Finché dice «che disastro oggi» è una reazione. Quando diventa «sono un fallito», e resta lì anche nei giorni buoni e davanti a prove contrarie, il quadro è cambiato. Riferimento: due settimane quasi tutte le giornate, e nei ragazzi guarda l’irritabilità più della tristezza. Contano anche il crollo del rendimento senza motivo, il sonno che si sposta, l’abbandono di sport e attività.

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