Comunicazione ogni età Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Come gli offro una prospettiva diversa da quella che sente in giro?

Perché succede

Le convinzioni che un ragazzo si porta dietro non le ha ragionate: le ha assorbite, e le ha assorbite da persone che stima e che parlano tutte nella stessa direzione. Una versione diversa portata da un genitore parte quindi in svantaggio doppio, perché arriva da uno solo e da uno che ha un interesse evidente a rassicurarlo. Nella mia pratica vedo che questo è il motivo per cui le contro-argomentazioni non funzionano quasi mai: non è il contenuto a essere debole, è la posizione di chi lo porta.

Cosa puoi fare

  1. Dai ragione alla parte vera. Quasi ogni convinzione nera ha dentro un pezzo esatto. Riconoscerlo per primo è ciò che ti fa uscire dalla casella di chi consola d’ufficio.
  2. Chiedi da chi viene. «Chi è che te l’ha detto?», con un nome. Un’idea che si stacca dal coro e diventa l’opinione di una persona precisa, con la sua storia, smette di essere una legge di natura.
  3. Porta un fatto, non un incoraggiamento. Un caso concreto che conosci, con nome e circostanze, vale più di dieci frasi di fiducia. E se il caso è finito male, raccontalo lo stesso: è la credibilità che ti serve per la volta dopo.
  4. Non sostituire la sua conclusione, affiancane un’altra. «Può andare come dici tu. Può anche andare in quest’altro modo, l’ho visto succedere.» Se la sostituisci, la difende. Se la affianchi, resta con due possibilità e almeno una gli lascia una mossa.
  5. Dillo una volta sola. Una frase, poi silenzio, e poi si passa ad altro davvero. Ripeterla lo stesso giorno la trasforma in una posizione tua da contestare invece che in un’idea da considerare.

Cosa evitare

Non parlare a lungo: oltre i due minuti smette di essere un confronto e diventa un discorso, e ai discorsi si risponde chiudendo la porta. Ed evita di svalutare le persone da cui ha preso quell’idea, perché per difenderle finirà per difendere anche la frase.

Quando chiedere aiuto

Un’idea nera sul mondo, da sola, non è un problema clinico. Lo diventa quando si generalizza: dopo una delusione in un ambito comincia a evitare ambiti che non c’entrano, e «quella cosa lì non fa per me» diventa «tanto non c’è niente che faccia per me» anche davanti a prove contrarie. Uno o due mesi così non sono un’urgenza, ma non vanno rimandati oltre il trimestre.

PDF

Scarica la scheda in PDF

Una pagina, da stampare.

Scarica il PDF ↓
Il libro

Dietro il silenzio

Quello che tuo figlio non ti dice

Il libro su Amazon

Altre schede su comunicazione

Tutte le schede Tutte le schede su comunicazione