Perché succede
L’ansia sui soldi non nasce da quello che dici, nasce da quello che non dici. I bambini registrano il tono che cambia, la frase interrotta quando entrano nella stanza, la faccia davanti a una busta aperta, e con quei pezzi si costruiscono una storia quasi sempre peggiore della realtà. Nella mia pratica vedo che il silenzio protettivo produce più allarme di una spiegazione fatta male.
Cosa puoi fare
- Quando fa una domanda sui soldi, rispondi con una domanda. «Cosa te l’ha fatta venire in mente?» Prima di sapere cosa rispondere ti serve sapere cosa sta chiedendo, perché la curiosità e la preoccupazione formulano la stessa domanda.
- Controlla la faccia prima delle parole. Le sopracciglia che si alzano arrivano prima della frase e pesano di più. Se una domanda ti mette a disagio puoi dirlo: il disagio nominato spaventa meno di quello che si vede e non si spiega.
- Non commentare come spendono gli altri. «Che spreco» e «quei genitori lo viziano» insegnano che sui soldi si dà un giudizio, e da lì in poi anche lui si aspetta di essere giudicato. Sposta la conversazione: «cosa ti piace di quella cosa?»
- Tara la risposta sull’età. A cinque anni basta sapere che alcune cose costano più di altre. A dieci si può ragionare su quando il prezzo e il valore non coincidono.
- Non usare i soldi per fare confronti. «Tua sorella li gestisce meglio di te» trasforma un argomento di casa in una classifica, e chi si sente indietro smette di parlarne.
Cosa evitare
Non liquidare la preoccupazione con «non sono cose che devi pensare tu»: resta dov’è e perde l’unico posto in cui poteva essere detta. Ed evita le rassicurazioni che non reggono, tipo «va tutto benissimo» mentre in casa si vede il contrario, perché la volta dopo non ti crederà più su niente.
Quando chiedere aiuto
Un bambino attento ai soldi non è un bambino in difficoltà. Il quadro cambia quando comincia a rinunciare: non chiede più niente, dice di no ai compleanni, si tira indietro da cose che vorrebbe fare per non farvi spendere. Se questo evitamento dura e si allarga ad altre situazioni non è discrezione, ed è arrivato molto prima dei sei mesi che si prendono di solito come riferimento.