Comunicazione ogni età Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro 96 giorni per capire tuo figlio

Perché è così importante parlare con mio figlio?

Perché succede

Perché è l’unico posto in cui tuo figlio impara che i suoi pensieri hanno un valore fuori dalla sua testa. Nella mia pratica vedo che le famiglie in cui si parla poco non sono famiglie fredde: sono famiglie efficienti, dove ci si dice quello che serve a far funzionare la giornata e il resto si dà per scontato. Il costo si vede dopo, quando arriva una cosa che non è organizzativa e non c’è un canale già aperto per dirla. Parlare non serve a risolvere problemi: serve a tenere pronto il canale per quando un problema arriverà.

Cosa puoi fare

  1. Parla anche quando non c’è niente da chiarire. Le conversazioni sul niente non sono tempo perso: sono l’allenamento che rende possibile quella difficile. Chi parla solo per affrontare i problemi insegna che parlare è un guaio.
  2. Ascolta più di quanto spieghi. Comunicare non è dire, è ricevere. Se in una conversazione hai parlato per i tre quarti del tempo, non è stata una conversazione.
  3. Prova a metterti nei suoi panni prima di dire la tua. Non «avrei fatto diversamente», ma «da dove guarda lui questa cosa». È la condizione senza la quale ogni tentativo di avvicinarsi diventa una trattativa.
  4. Trattalo con lo stesso rispetto che useresti con un adulto. Non interromperlo, non finire le sue frasi, non ridere di quello che dice. È la cosa più semplice e quella che si dimentica per prima.
  5. Fatelo insieme davanti a decisioni vere. Chiedigli la sua opinione su qualcosa che riguarda la famiglia, e tienine conto in modo visibile: è così che scopre che parlare produce effetti.

Cosa evitare

Non ridurre le conversazioni al rendiconto della giornata: se ogni scambio comincia con una verifica, lui impara che parlare con te vuol dire essere controllato. Ed evita di aspettare il momento perfetto: la conversazione importante quasi sempre nasce dentro una banale, non da un appuntamento.

Quando chiedere aiuto

Guarda che cosa succede fuori casa. La soglia qui non è quanto parla con te, ma se ha almeno una relazione in cui dà e riceve qualcosa: pochi amici non è un problema, nessuno scambio reale lo diventa. La durata di riferimento è tre mesi. Il quadro cambia quando la solitudine smette di essere una preferenza e diventa una sconfitta di cui si vergogna, e cambia subito se c’è qualcuno che lo esclude o lo prende di mira.

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