Perché succede
Perché è l’unico posto in cui tuo figlio impara che i suoi pensieri hanno un valore fuori dalla sua testa. Nella mia pratica vedo che le famiglie in cui si parla poco non sono famiglie fredde: sono famiglie efficienti, dove ci si dice quello che serve a far funzionare la giornata e il resto si dà per scontato. Il costo si vede dopo, quando arriva una cosa che non è organizzativa e non c’è un canale già aperto per dirla. Parlare non serve a risolvere problemi: serve a tenere pronto il canale per quando un problema arriverà.
Cosa puoi fare
- Parla anche quando non c’è niente da chiarire. Le conversazioni sul niente non sono tempo perso: sono l’allenamento che rende possibile quella difficile. Chi parla solo per affrontare i problemi insegna che parlare è un guaio.
- Ascolta più di quanto spieghi. Comunicare non è dire, è ricevere. Se in una conversazione hai parlato per i tre quarti del tempo, non è stata una conversazione.
- Prova a metterti nei suoi panni prima di dire la tua. Non «avrei fatto diversamente», ma «da dove guarda lui questa cosa». È la condizione senza la quale ogni tentativo di avvicinarsi diventa una trattativa.
- Trattalo con lo stesso rispetto che useresti con un adulto. Non interromperlo, non finire le sue frasi, non ridere di quello che dice. È la cosa più semplice e quella che si dimentica per prima.
- Fatelo insieme davanti a decisioni vere. Chiedigli la sua opinione su qualcosa che riguarda la famiglia, e tienine conto in modo visibile: è così che scopre che parlare produce effetti.
Cosa evitare
Non ridurre le conversazioni al rendiconto della giornata: se ogni scambio comincia con una verifica, lui impara che parlare con te vuol dire essere controllato. Ed evita di aspettare il momento perfetto: la conversazione importante quasi sempre nasce dentro una banale, non da un appuntamento.
Quando chiedere aiuto
Guarda che cosa succede fuori casa. La soglia qui non è quanto parla con te, ma se ha almeno una relazione in cui dà e riceve qualcosa: pochi amici non è un problema, nessuno scambio reale lo diventa. La durata di riferimento è tre mesi. Il quadro cambia quando la solitudine smette di essere una preferenza e diventa una sconfitta di cui si vergogna, e cambia subito se c’è qualcuno che lo esclude o lo prende di mira.