Osservazione ogni età Guardare meglio
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro 96 giorni per capire tuo figlio

Perché io e mio figlio vediamo la stessa scena in modo diverso?

Perché succede

Perché nessuno dei due vede la scena: tutti e due ne vedete una versione. Fra quello che succede e quello che ricordiamo passano i sensi, le aspettative, i ricordi che quella situazione richiama e le conclusioni che ci eravamo già fatti. Nella mia pratica vedo che questo diventa un problema quando uno dei due pretende di avere la versione giusta, e nelle famiglie quello che pretende è quasi sempre l’adulto. È comprensibile e costa caro: se ogni volta la sua versione viene archiviata come sbagliata, dopo un po’ smette di portarla, e tu resti con una versione sola, che è anche l’unica di cui non puoi verificare i buchi.

Cosa puoi fare

  1. Chiedi la sua versione prima di dare la tua. Non come formalità: davvero prima, perché appena hai detto come la vedi tu la sua diventa una replica.
  2. Racconta la tua dichiarandola per quello che è. «Io ho visto questo» invece di «è andata così». Cambia poco nelle parole e molto in quello che gli chiedi di accettare.
  3. Cerca il pezzo che ti manca. Non c’eri, o ti è stato riferito da qualcun altro: chiediti chi te l’ha raccontato e con quale interesse.
  4. Tieni ferme le due versioni senza sceglierne una. Si può stare per un po’ con due letture diverse aperte. È scomodo, ed è la condizione perché ne emerga una terza più vicina ai fatti.
  5. Decidi sui fatti, non sull’interpretazione. Se c’è una conseguenza da dare, appoggiala a quello che è successo e su cui siete d’accordo, non a quello che pensi ci fosse dietro.

Cosa evitare

Non prendere provvedimenti su una versione riferita da altri senza aver sentito lui: è la scena che i ragazzi ricordano per anni, e chiude più porte di quante ne apra qualsiasi punizione. Ed evita di usare la sua versione contro di lui più tardi, se poi si scopre inesatta: non stava mentendo, stava vedendo da dov’era.

Quando chiedere aiuto

Guarda soprattutto le scene in cui ci sono altri ragazzi. La soglia qui è di reciprocità: pochi amici non sono un problema, nessuna relazione in cui dia e riceva lo diventa. La durata di riferimento è tre mesi. E se dalle due versioni emerge che qualcuno lo esclude o lo prende di mira, la soglia salta: si interviene subito, anche coinvolgendo la scuola.

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