Che cosa fai
Cinque giorni, dentro le conversazioni normali con tuo figlio. Le stesse quattro cose che hai allenato con gli altri, adesso con lui.
Che cosa guardi
Come si comporta e a che velocità va: se parla piano e tranquillo vai piano anche tu, se è carico seguilo. Riformula quello che ha detto usando le sue parole o parole vicine alle sue, ed è qui che ti torna utile la lingua che gli hai già sentito usare. Guarda i suoi segnali non verbali e prova a capire che cosa stanno dicendo: se sembra tranquillo puoi seguirlo, se sembra arrabbiato o preoccupato cerca il motivo prima di rispondere. Se seguirlo in modo diretto ti sembra troppo evidente, incrocia: lui accavalla le gambe, tu incroci le braccia; lui picchietta il dito sul tavolo, tu accompagni la cadenza con la testa. E resta te stesso, perché qui non stai recitando.
Dove si inceppa
Con un figlio che ti conosce, il rispecchiamento visibile suona falso e lui lo legge come una tecnica usata su di lui. Meglio piccolo, meglio in ritardo, meglio incrociato.
Quando puoi passare oltre
Quando ti accorgi di essere sul suo passo a conversazione avviata, senza averlo deciso all’inizio, e lui non ha mai fatto quella faccia.