Comunicazione ogni età Cambiare il contesto
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Il giorno della paghetta

Come risparmiamo tutti insieme per un obiettivo di famiglia?

Perché succede

Risparmiare da soli è una rinuncia, risparmiare insieme è un progetto, e la differenza non è retorica. Un bambino che mette da parte per conto suo si confronta con quello che non ha comprato; in un obiettivo comune ha davanti un traguardo che si muove anche grazie a lui. Nella mia pratica vedo che è il primo contesto in cui i più piccoli scoprono che un contributo minuscolo conta comunque.

Cosa puoi fare

  1. L’obiettivo si sceglie insieme, e nessuno lo decide da solo. Una sera, ognuno propone. Se lo scegli tu e chiedi collaborazione, hai un salvadanaio; se lo scegliete voi, hai un progetto.
  2. Ognuno contribuisce a modo suo, e ogni contributo vale uguale. Una quota della paghetta per il grande, le monete della settimana per il piccolo, per te quello che non avete ordinato da fuori. Le monete del piccolo si contano con la stessa faccia con cui si conta il resto.
  3. Rendi visibile il progresso, e non su un foglio di calcolo. Un cartellone, un albero a cui si aggiungono foglie, una scala da colorare. Deve stare dove si passa: quello che si vede ogni giorno tiene, quello che si apre a memoria no.
  4. Metti tappe intermedie e festeggiale a costo zero. A metà strada si guarda insieme quanto manca. Il traguardo lontano scoraggia, i traguardi intermedi sono quelli che fanno arrivare fino in fondo.
  5. Quando il fondo si ferma, chiedi idee a loro. «Questo mese è più difficile: che idee avete?» invece di coprire tu la differenza. È l’unico passaggio in cui imparano davvero a cercare soluzioni.

Cosa evitare

Non usare il fondo comune come leva sul comportamento, tipo togliere la quota di chi si è comportato male: il progetto diventa un sistema di punizioni e nessuno ci mette più niente. Ed evita di attingerci per un imprevisto senza dirlo, perché il patto sta tutto nella trasparenza del barattolo.

Quando chiedere aiuto

Che uno partecipi meno degli altri capita. Il segnale diverso è la reciprocità che sparisce ovunque: non dà e non chiede niente, dentro casa e fuori, e non ha nessun rapporto in cui riceve qualcosa a sua volta. Se dura circa tre mesi, e la solitudine ha smesso di essere una preferenza per diventare qualcosa di cui si vergogna, non è carattere.

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