Perché succede
Perché un voto basso su una cosa in cui si è impegnato non è un voto: è un giudizio su di lui, e a quell’età i due piani non si separano da soli. Dire che l’insegnante non ha capito è il modo più rapido per mettere in salvo il lavoro fatto. Nella mia pratica vedo che il momento è delicato per due persone: se lo contraddici subito perde l’unico appoggio che ha, se gli dai ragione subito ti ritrovi, senza accorgertene, ad avercela tu con quell’insegnante.
Cosa puoi fare
- Prima accogli la rabbia, poi tutto il resto. «Capisco che sia una fregatura, ci avevi messo un sacco di lavoro.» Punto, e silenzio. Finché è arrabbiato non entra nessun ragionamento, e provarci significa solo bruciare l’occasione di farlo dopo.
- Non prendere posizione contro l’insegnante, né a favore. Neanche per consolarlo. Il momento in cui dici «hai ragione, quella ce l’ha con te» è il momento in cui la questione esce dal suo lavoro e diventa una faccenda tra adulti, e da lì non torna più indietro.
- Il giorno dopo, fatti ricostruire la consegna e il consegnato. Che cosa era stato chiesto, che cosa avete consegnato, che cosa c’era e che cosa mancava. Non per dargli torto: perché quasi sempre, riguardandoli affiancati, la differenza la vede lui, e vederla da solo vale dieci volte sentirsela dire.
- Chiedi che cosa farebbe diversamente la prossima volta, a freddo. Non «che cosa hai sbagliato», che chiede una colpa. «Che cosa faresti diversamente» chiede una strategia, e su quella un ragazzo risponde volentieri.
Cosa evitare
Non liquidarlo con «non è vero che ce l’ha con te»: anche se è vero, arriva come «non ti credo». Ed evita di scrivere all’insegnante mentre lui è ancora in questa versione dei fatti, perché gli confermi che la spiegazione era giusta e gli togli la conversazione che gli serviva.
Quando chiedere aiuto
Guarda che cosa succede a quella materia nelle settimane dopo. Un voto contestato e poi archiviato è normale. Se invece il rendimento cala senza una ragione visibile, se comincia a saltare le consegne di quella materia e poi anche di altre, se si tira indietro da attività in cui andava bene, non è più orgoglio ferito. Quando questo dura quasi tutti i giorni per due settimane e si accompagna a cambiamenti di sonno o appetito, chiedi una valutazione.