Emozioni 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Come la sostengo nei giorni in cui non si piace?

Perché succede

Perché l’accettazione non è un traguardo che si taglia una volta, è una linea che sale e scende. Ci sono giorni in cui una ragazza sta bene con la propria faccia e giorni in cui la stessa faccia le sembra insopportabile, senza che nel frattempo sia successo niente. Nella mia pratica vedo che i genitori si allarmano per i giorni storti e festeggiano quelli buoni, e senza volerlo insegnano che il giorno storto è un peggioramento invece che una parte normale del percorso.

Cosa puoi fare

  1. Non contraddire la previsione della giornata, affiancala. «Oggi non ti piaci. Può darsi che stasera sia già diverso.» Senza cancellare la prima frase, che per lei in questo momento è vera.
  2. Restituisci la giornata alla sua misura. È un giorno, non una persona. Le parole che usi tu diventano le categorie con cui si racconta.
  3. Sta sul passo piccolo. Una cosa sola da fare oggi, concreta e breve, invece di un ragionamento sull’accettazione di sé. Il ragionamento arriva dopo, se arriva.
  4. Tieni una presenza breve e quotidiana che non dipende dall’umore del giorno. La stessa cosa, alla stessa ora, anche quando è chiusa in camera e non ti risponde.

Cosa evitare

Non chiederle perché oggi non si piace: la obbliga a costruire una motivazione, e una volta costruita quella motivazione diventa più solida di prima. Ed evita di festeggiare i giorni buoni, perché li trasforma in un risultato da confermare e rende i giorni storti un fallimento.

Quando chiedere aiuto

I giorni storti fanno parte del quadro. Il campanello è quando smettono di alternarsi. Se per due settimane, quasi tutti i giorni e per gran parte della giornata, il modo di parlare di sé resta uguale invece di oscillare, e insieme smette di interessarle anche ciò che prima le piaceva, non è più un giorno storto. In adolescenza si presenta spesso come irritabilità e non come pianto. Guarda anche il sonno, l’appetito, il ritiro dalle amiche e l’abbandono delle attività.

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