Perché succede
Se non glielo spieghi, se lo spiega da solo, e le due spiegazioni più a portata di mano sono le peggiori: che se li è meritati, o che è un modo per farlo stare buono. Nella mia pratica vedo che i bambini colgono la cornice molto prima del contenuto: capiscono se quei soldi sono un riconoscimento del loro valore o uno strumento che gli stai insegnando a usare, e da lì in poi si comportano di conseguenza.
Cosa puoi fare
- Digli che è un allenamento, e che glielo dai perché adesso è capace di farlo. Non perché è stato bravo, non perché ha una certa età: perché gestire dei soldi si impara solo gestendoli, come andare in bici si impara pedalando.
- Rendi visibile il valore con le cose che conosce. Quanto costa il suo gelato, quante settimane di paghetta servono per quel gioco, quanto cambia il prezzo di due cose che sembrano uguali. I numeri astratti non gli dicono niente; il gelato sì.
- Racconta come fai tu. Che anche tu decidi ogni mese che cosa viene prima, che metti da parte per le vacanze, che a volte sbagli i conti. Sapere che è la stessa attività che fanno gli adulti la rende una cosa seria e non un gioco che gli hai concesso.
- Usa i due minuti in cui gliela dai. Non per fare la predica: per chiedere che cosa ha in mente questa settimana, e la volta dopo per chiedere com’è andata. Sono quei due minuti ripetuti, non il discorso iniziale, a costruire il significato di quello che state facendo.
Cosa evitare
Non spiegarla dicendo «così non mi chiedi più i soldi ogni volta»: è vero, ma la trasforma in un modo per toglierti di torno, e tuo figlio lo sente. Ed evita di legarla ai voti o al comportamento, anche solo a parole: basta un «te la do perché ti stai comportando bene» perché diventi una cosa che si può perdere.
Quando chiedere aiuto
Osserva che cosa fa dei soldi quando è con gli altri. Offrire ogni tanto è normale. Se invece paga sempre lui, se compra piccole cose per gli amici e nessuno ricambia mai, e se quando gliene chiedi conto risponde che altrimenti non lo cercherebbero, i soldi hanno smesso di essere soldi e sono diventati il prezzo della compagnia. Non conta quanti amici ha: conta che ci sia almeno una relazione in cui dà e riceve. Se in tre mesi non ce n’è nessuna, parliamone.