Educazione finanziaria 6-10 anni Una routine
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Il giorno della paghetta

Come uso la paghetta per insegnargli il valore dei soldi?

Perché succede

Il denaro che tuo figlio vede circolare in casa è quasi sempre invisibile: una carta appoggiata al lettore, un clic, e la cosa arriva. Il valore non si spiega a parole, si tocca. La paghetta serve a questo: mette in mano una quantità finita, che si conta e che diminuisce quando si usa. Nella mia pratica vedo che il salto avviene lì, in quel gesto, non nei discorsi che gli facciamo intorno.

Cosa puoi fare

  1. Dagliela in contanti e contatela insieme. Monete e banconote vere, ogni settimana lo stesso giorno. Contarle ad alta voce con lui trasforma la consegna in un momento, non in un passaggio distratto.
  2. Fai passare i soldi dalle sue mani anche quando paghi tu. Alla cassa gli dai tu la banconota, paga lui, prende lui il resto e lo conta. L’operazione acquista un peso che con la carta non ha.
  3. Racconta ad alta voce il tuo ragionamento quando scegli. «Prendo questa e non quella perché costa meno e la differenza ci serve per altro.» Non è una lezione, è farlo entrare nel modo in cui una decisione si prende.
  4. Tieni la paghetta fuori dalle faccende ordinarie. La posizione di questa collana è una sola: la paghetta base non è un compenso per le responsabilità di tutti i giorni, che restano dovute a prescindere. I lavoretti straordinari si possono concordare e pagare a parte.
  5. Riconosci a voce la scelta fatta bene, e fermati lì. «Hai aspettato e alla fine hai preso quella che volevi davvero.» Senza aggiungere un premio, altrimenti la volta dopo la scelta la fa per te.

Cosa evitare

Non toglierla per punire e non aumentarla per premiare un voto: diventa uno strumento di disciplina e smette di insegnare qualsiasi cosa sul denaro. Ed evita di correggere ogni sua spesa nel momento in cui la fa, perché se la decisione resta tua l’esperienza non è mai sua.

Quando chiedere aiuto

Sbagliare una spesa e restarci male è normale, e passa. Il segnale diverso è quando la frase cambia forma: da «ho scelto male» a «sono negato per queste cose», e resta anche quando gli mostri le volte in cui ha scelto bene. Se dopo un mese o due comincia a tirarsi indietro anche da altre cose in cui potrebbe non riuscire, il problema si sta allargando oltre i soldi e conviene guardarlo entro il trimestre, senza urgenza ma senza rimandare.

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Il libro

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