Perché succede
Se i soldi entrano in tasca ed escono senza lasciare traccia, non c’è niente su cui ragionare: il denaro resta invisibile e le scelte spariscono insieme alle monete. Uno strumento serve a questo, a rendere visibile una cosa che di suo non si vede, non a controllare. Nella mia pratica vedo che i genitori partono quasi sempre dallo strumento più sofisticato che il figlio potrebbe usare, mentre quello che regge nel tempo è quasi sempre il più semplice.
Cosa puoi fare
- Parti da un contenitore trasparente. Vetro o plastica, non un salvadanaio chiuso. Vedere il livello salire e scendere è la prima cosa che un bambino capisce dei soldi, e la capisce con gli occhi prima che con i numeri.
- Introduci uno strumento alla volta. Prima il contenitore, molto dopo il resto. Ogni strumento nuovo va imparato, e sovrapporne due significa che non userà bene nessuno dei due.
- Cambia strumento quando quello che usa gli sta stretto, non a un’età fissa. Il segnale è pratico: le monete non ci stanno più, compra dove il contante non serve, tiene i conti a memoria e si perde. È quello il momento, non un compleanno.
- Quando arriva il digitale, tieni un contenitore fisico. Anche solo per una delle tre destinazioni. Il denaro che si tocca è l’ancora che tiene concreto quello che sullo schermo diventa un numero e basta.
- Fagli scegliere fra due opzioni che vanno bene a te. Uno strumento che ha scelto lui lo apre da solo; uno che gli hai imposto lo apre quando glielo ricordi, e quindi non lo apre.
Cosa evitare
Non comprare lo strumento più bello prima di aver capito se lo userà: il quaderno decorato e l’app piena di funzioni finiscono nello stesso cassetto. Ed evita di gestirglielo tu perché fa più in fretta, perché a quel punto lo strumento misura le tue scelte e non le sue.
Quando chiedere aiuto
Sbagliare i conti e stufarsi degli strumenti è normale a tutte le età. Il quadro cambia se dopo qualche tentativo andato male comincia a dire che con i soldi è negato e lo dice di sé, non di quella volta, e se da lì smette di provarci anche in cose che con i soldi non c’entrano. Se questo dura un paio di mesi e si allarga invece di restringersi, vale la pena parlarne senza aspettare la fine dell’anno.