Perché succede
Perché la conferma esterna funziona subito e quella interna va costruita. Nella mia pratica vedo che il ragazzo che chiede continuamente approvazione non è vanitoso: ha smesso di fidarsi del proprio giudizio. E c’è una trappola dentro la trappola, perché ogni volta che l’approvazione arriva la fiducia in sé scende di un altro gradino: la prova è venuta da fuori, quindi da solo non ci sarebbe arrivato. Più conferme raccoglie, più gliene servono.
Cosa puoi fare
- Non contraddire la richiesta di conferma, affiancala. «Sì, quella cosa è venuta bene. E tu che ne pensi?» Due voci, non una che sostituisce l’altra.
- Ricostruisci le volte in cui ha deciso da solo. Non i risultati, le decisioni. Contale ad alta voce comprese quelle minuscole: sono prove che nessuno ha mai registrato.
- Punta su ciò che si ripete. Una decisione piccola alla settimana che prende lui e su cui tu non commenti, nemmeno per approvare. È il silenzio, non l’incoraggiamento, a restituirgli il giudizio.
- Non chiedergli di rassicurare te. Se la sua insicurezza ti mette in ansia e lui lo vede, il tuo giudizio si aggiunge alla lista di quelli da cui dipende.
Cosa evitare
Non dargli la conferma prima che la chieda, perché lo abitua ad aspettarla e gli toglie il momento in cui avrebbe potuto pensarci da solo. Ed evita di rispondere con «l’importante è quello che pensi tu»: è vero, e in quel momento è una porta chiusa in faccia.
Quando chiedere aiuto
Il campanello non è chiedere conferme, è come parla di sé quando non arrivano. Se il modo diventa stabile invece che reattivo, cioè «non valgo niente» al posto di «stavolta ho fatto una figuraccia», e dura due settimane quasi tutti i giorni e per gran parte della giornata, il quadro è cambiato. Il segnale più affidabile è la perdita di piacere: smette di interessargli anche ciò che prima gli piaceva. Nei ragazzi si presenta spesso come irritabilità e non come tristezza.