Autonomia 14-18 anni Una decisione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Quanto tempo devo dargli per capire cosa vuole fare?

Perché succede

Perché scoprire cosa gli piace richiede di provare cose, e provare cose richiede di sopportare di essere principiante. Il tempo serve davvero, ed è ragionevole darglielo. Nella mia pratica vedo però che c’è una differenza netta fra una pausa e uno stallo, e che dall’esterno si assomigliano molto: nella pausa sotto la superficie succede qualcosa, nello stallo le settimane passano identiche e il tempo, invece di aprire possibilità, le fa sembrare sempre più lontane.

Cosa puoi fare

  1. Dai un tempo dichiarato, non un tempo indefinito. «Ci pensiamo fino a giugno, e a giugno ne riparliamo» è diverso da «prenditi il tempo che ti serve». L’attesa senza una data si allunga da sola e nessuno dei due sa più a che punto è.
  2. Guarda che cosa si ripete dentro la pausa. Se ogni settimana torna una cosa sola, anche piccola, anche inutile ai tuoi occhi, è una pausa che sta lavorando. Se non torna niente e le settimane sono tutte uguali, il tempo da solo non basterà.
  3. Non riempire l’attesa di proposte. Una alla settimana, non tre al giorno. La quantità di proposte che fai misura quasi sempre la tua ansia più della sua paralisi, e lui lo sente.
  4. Chiedi un passo minimo dentro l’attesa. Non una decisione: un’informazione. Andare a vedere un posto, parlare con qualcuno che fa quel lavoro, provare una cosa una volta. Serve a raccogliere dati, non a impegnarsi.

Cosa evitare

Non trasformare la pausa in una prova a tempo con un giudizio in fondo: sposta il lavoro dal capire cosa gli piace al non deluderti. Ed evita di ricordargli quanti mesi sono passati: il conteggio ad alta voce è un rimprovero, e non produce nessuna chiarezza in più.

Quando chiedere aiuto

Ci sono due tempi concreti che valgono più delle sensazioni. Un mese di rifiuto della scuola o del corso in cui è iscritto. Oppure tre mesi in cui le uscite si riducono progressivamente e il sonno si sposta, finché le notti prendono il posto delle giornate. Il segnale che cambia il quadro è quando smette di rifiutare le proposte e comincia a non registrarle proprio. Il riferimento internazionale è di sei mesi, ma a sei mesi la situazione si è già consolidata: non aspettarli.

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