Perché succede
Perché scoprire cosa gli piace richiede di provare cose, e provare cose richiede di sopportare di essere principiante. Il tempo serve davvero, ed è ragionevole darglielo. Nella mia pratica vedo però che c’è una differenza netta fra una pausa e uno stallo, e che dall’esterno si assomigliano molto: nella pausa sotto la superficie succede qualcosa, nello stallo le settimane passano identiche e il tempo, invece di aprire possibilità, le fa sembrare sempre più lontane.
Cosa puoi fare
- Dai un tempo dichiarato, non un tempo indefinito. «Ci pensiamo fino a giugno, e a giugno ne riparliamo» è diverso da «prenditi il tempo che ti serve». L’attesa senza una data si allunga da sola e nessuno dei due sa più a che punto è.
- Guarda che cosa si ripete dentro la pausa. Se ogni settimana torna una cosa sola, anche piccola, anche inutile ai tuoi occhi, è una pausa che sta lavorando. Se non torna niente e le settimane sono tutte uguali, il tempo da solo non basterà.
- Non riempire l’attesa di proposte. Una alla settimana, non tre al giorno. La quantità di proposte che fai misura quasi sempre la tua ansia più della sua paralisi, e lui lo sente.
- Chiedi un passo minimo dentro l’attesa. Non una decisione: un’informazione. Andare a vedere un posto, parlare con qualcuno che fa quel lavoro, provare una cosa una volta. Serve a raccogliere dati, non a impegnarsi.
Cosa evitare
Non trasformare la pausa in una prova a tempo con un giudizio in fondo: sposta il lavoro dal capire cosa gli piace al non deluderti. Ed evita di ricordargli quanti mesi sono passati: il conteggio ad alta voce è un rimprovero, e non produce nessuna chiarezza in più.
Quando chiedere aiuto
Ci sono due tempi concreti che valgono più delle sensazioni. Un mese di rifiuto della scuola o del corso in cui è iscritto. Oppure tre mesi in cui le uscite si riducono progressivamente e il sonno si sposta, finché le notti prendono il posto delle giornate. Il segnale che cambia il quadro è quando smette di rifiutare le proposte e comincia a non registrarle proprio. Il riferimento internazionale è di sei mesi, ma a sei mesi la situazione si è già consolidata: non aspettarli.