Bias cognitivi 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress

Come accompagno un cambiamento senza forzarlo?

Perché succede

Appena spingiamo, il cambiamento smette di essere una cosa da affrontare e diventa una cosa contro cui difendersi: non discute più con la novità, discute con te. A quell’età conta molto sentirsi padroni delle proprie scelte, quindi un cambiamento imposto viene letto come una cosa tolta, e opporsi diventa il modo per riprendersela. Nella mia pratica vedo che la stessa proposta, fatta in due modi diversi, ottiene due risposte opposte.

Cosa puoi fare

  1. Dividi in tappe e dì quali sono. Il salto intero spaventa, tre passaggi annunciati si guardano. Sapere che cosa succede la settimana prossima vale più di sapere che alla fine andrà bene.
  2. Andate a vedere prima di arrivarci. La scuola, il quartiere, il posto nuovo, anche solo cercando insieme informazioni. Ciò che si è visto una volta smette di essere il buio.
  3. Racconta un tuo cambiamento. Compresa la parte in cui volevi tornare indietro e ci hai messo mesi. La versione con il lieto fine e senza la fatica non gli serve, perché è la fatica che sta vivendo lui adesso.
  4. Vai al suo passo. Se rallenta, resta fermo un giro invece di tirarlo. Il tempo che sembri perdere lì lo recuperi tutto dopo, quando non deve anche difendersi da te.
  5. Non chiedergli di essere contento. Chiedigli di provarci. Sono due richieste diverse, e solo la seconda si può accettare mentre si ha ancora paura.

Cosa evitare

Non elencare i lati positivi mentre ti sta dicendo che ha paura: la risposta a «ho paura» non è «ma vedrai che», perché la prima frase resta senza risposta e la seconda non viene ascoltata. Ed evita di fissare una data entro cui deve aver accettato, perché a quel punto ogni resistenza diventa anche un ritardo di cui è colpevole.

Quando chiedere aiuto

L’adattamento è lento e va bene che lo sia. Il quadro cambia se dopo il cambiamento non riparte: un mese in cui rifiuta la scuola, oppure tre mesi in cui esce sempre meno e il ritmo del sonno si rovescia. Il passaggio da tenere d’occhio è quando l’opposizione si spegne e al suo posto arriva l’indifferenza, cioè quando le proposte non le rifiuta più ma nemmeno le sente.

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