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Dalla collana Genitori senza stress · dal libro 96 giorni per capire tuo figlio

Come mi accorgo che sto pilotando la conversazione con mio figlio?

Perché succede

Perché quasi nessuno pilota di proposito. Si entra in una conversazione con una conclusione già in tasca (che dovrebbe studiare di più, che quell’amico non gli fa bene, che dovrebbe uscire di più) e da lì ogni domanda diventa una tappa verso quel punto. Nella mia pratica vedo che i ragazzi se ne accorgono molto prima dei genitori, e reagiscono in due modi: si irrigidiscono, oppure danno la risposta che accorcia il percorso. In tutti e due i casi la conversazione non ha prodotto niente, e in più ha insegnato che parlare con te ha una direzione già decisa.

Cosa puoi fare

  1. Prima di iniziare, scrivi mentalmente la conclusione che hai in testa. Se ce n’è una, non è un problema: è un’informazione. Il problema è averla e credere di non averla.
  2. Ripercorri la conversazione dopo. Dove hai spinto, dove hai lasciato cadere una cosa che diceva, dove hai fatto una domanda che aveva già la risposta dentro. A freddo si vede benissimo.
  3. Cerca il momento in cui hai smesso di ascoltare. In genere coincide con il punto in cui ti è venuta in mente la frase che volevi dire. Da lì in poi stavi aspettando il turno.
  4. Segnati per qualche giorno quando, dove e come succede. A tavola, sul telefono, quando c’è di mezzo la scuola: quasi sempre emerge uno schema, ed è più utile di qualsiasi buon proposito generico.
  5. Quando te ne accorgi sul momento, dillo. «Aspetta, ti sto portando dove volevo arrivare io. Ricomincio.» È una frase che rimette la conversazione in piedi e insegna qualcosa che nessun discorso può insegnare.

Cosa evitare

Non correggerti in silenzio cambiando tono a metà: lui registra lo scarto e non sa a che cosa attribuirlo. Ed evita di fare domande retoriche («non pensi anche tu che…»): sono la forma più riconoscibile di pilotaggio, e la meno perdonata.

Quando chiedere aiuto

Guarda che tipo di risposte ti dà. Se sono sempre quelle che ti fanno contento, e se fuori casa rinuncia a cose che vorrebbe fare per non essere giudicato, il tema non è più il tuo modo di condurre. Il segnale è l’evitamento: inviti che prima accettava e adesso lascia cadere, silenzio in classe, situazioni evitate. La durata di riferimento è sei mesi, ma la soglia vera è funzionale e arriva prima.

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