Perché succede
La vita è una sequenza di scelte, e quando ci sono altre persone coinvolte è difficile capire quale parte della decisione è tua. Da genitore il campo è affollato: il partner, i nonni, la scuola, gli altri genitori. Nella mia pratica vedo che la scelta fatta per non deludere nessuno regge poco, perché costa e non produce niente di tuo, e alla fine si paga due volte: la prima quando la fai, la seconda quando ti accorgi che nessuno ti aveva davvero chiesto quello.
Cosa puoi fare
- Prima di decidere, fatti una domanda sola. Se nessuno lo venisse a sapere, sceglierei ancora così? Se la risposta cambia, la decisione non è tua ed è ancora in tempo per diventarlo.
- Distingui quello che gli altri si aspettano da quello che tu immagini si aspettino. Quasi sempre la seconda lista è più lunga e più severa. Verificala: chiedi davvero a una delle persone in questione.
- Separa le richieste che riguardano tuo figlio da quelle che riguardano l’immagine che dai. Sono due cose diverse e arrivano con lo stesso tono. Sulle prime vale la pena discutere, sulle seconde no.
- Metti in conto che una scelta tua deluderà qualcuno. Non è un incidente, è il costo. Deciderlo prima toglie metà del peso, perché quando succede non è la prova che hai sbagliato.
- Dichiara la scelta e la sua ragione davanti a tuo figlio. «Ho deciso così, e il motivo è questo.» Non deve essere d’accordo. Deve vedere che una decisione ha un autore.
Cosa evitare
Non cercare l’approvazione dopo aver deciso, chiedendo a tutti che ne pensano: rimetti in gioco una cosa chiusa e ci arrivi peggio. Ed evita di presentare le scelte fatte per gli altri come scelte tue: tuo figlio se ne accorge, e impara che si può dire una cosa e sentirne un’altra.
Quando chiedere aiuto
Guarda tuo figlio da questo punto di vista: le sue scelte le fa lui o le fa il gruppo? Il segnale da tenere d’occhio è l’evitamento, cioè rinunciare a cose che vorrebbe per non esporsi al giudizio degli altri. La durata di riferimento è sei mesi, ma la soglia vera è funzionale e arriva molto prima: se sta lasciando cadere un’attività che gli piaceva, se non parla in classe, se sceglie una scuola o uno sport solo perché lo fanno gli altri, vale la pena parlarne con qualcuno.