Lavoro su di sé ogni età Una decisione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Parla con tuo figlio

Devo fare le scelte che gli altri si aspettano da me?

Perché succede

La vita è una sequenza di scelte, e quando ci sono altre persone coinvolte è difficile capire quale parte della decisione è tua. Da genitore il campo è affollato: il partner, i nonni, la scuola, gli altri genitori. Nella mia pratica vedo che la scelta fatta per non deludere nessuno regge poco, perché costa e non produce niente di tuo, e alla fine si paga due volte: la prima quando la fai, la seconda quando ti accorgi che nessuno ti aveva davvero chiesto quello.

Cosa puoi fare

  1. Prima di decidere, fatti una domanda sola. Se nessuno lo venisse a sapere, sceglierei ancora così? Se la risposta cambia, la decisione non è tua ed è ancora in tempo per diventarlo.
  2. Distingui quello che gli altri si aspettano da quello che tu immagini si aspettino. Quasi sempre la seconda lista è più lunga e più severa. Verificala: chiedi davvero a una delle persone in questione.
  3. Separa le richieste che riguardano tuo figlio da quelle che riguardano l’immagine che dai. Sono due cose diverse e arrivano con lo stesso tono. Sulle prime vale la pena discutere, sulle seconde no.
  4. Metti in conto che una scelta tua deluderà qualcuno. Non è un incidente, è il costo. Deciderlo prima toglie metà del peso, perché quando succede non è la prova che hai sbagliato.
  5. Dichiara la scelta e la sua ragione davanti a tuo figlio. «Ho deciso così, e il motivo è questo.» Non deve essere d’accordo. Deve vedere che una decisione ha un autore.

Cosa evitare

Non cercare l’approvazione dopo aver deciso, chiedendo a tutti che ne pensano: rimetti in gioco una cosa chiusa e ci arrivi peggio. Ed evita di presentare le scelte fatte per gli altri come scelte tue: tuo figlio se ne accorge, e impara che si può dire una cosa e sentirne un’altra.

Quando chiedere aiuto

Guarda tuo figlio da questo punto di vista: le sue scelte le fa lui o le fa il gruppo? Il segnale da tenere d’occhio è l’evitamento, cioè rinunciare a cose che vorrebbe per non esporsi al giudizio degli altri. La durata di riferimento è sei mesi, ma la soglia vera è funzionale e arriva molto prima: se sta lasciando cadere un’attività che gli piaceva, se non parla in classe, se sceglie una scuola o uno sport solo perché lo fanno gli altri, vale la pena parlarne con qualcuno.

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