Lavoro su di sé ogni età Una decisione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro 96 giorni per capire tuo figlio

Come faccio a sapere se sto facendo progressi con mio figlio?

Perché succede

Perché in un rapporto il progresso non ha un traguardo visibile, e senza un riferimento deciso prima si finisce per giudicare tutto sull’ultima sera. Una discussione andata male diventa «non è cambiato niente», una serata tranquilla diventa «ci siamo». Nella mia pratica vedo che questo modo di misurare fa più danni di quanto sembri: fa mollare persone che stavano andando bene e fa smettere di lavorare persone che avevano solo avuto una settimana fortunata. Serve un metro deciso a freddo, e serve che sia un metro che dipende da te.

Cosa puoi fare

  1. Decidi in anticipo il segnale concreto. Non «andare più d’accordo», ma una cosa che si vede: che ti racconti qualcosa senza che tu lo chieda, che una discussione finisca senza urla, che una cena passi senza tensione.
  2. Misura quello che fai tu, non quello che fa lui. Le sere in cui sei riuscito ad ascoltare senza dare soluzioni, le volte in cui non hai insistito. È l’unica colonna su cui hai davvero influenza.
  3. Scrivi. Poche righe ogni tanto, anche solo una data e una frase. La memoria a distanza di due mesi è inaffidabile e tende al pessimismo; un quaderno no.
  4. Guarda su settimane, non su giorni. Confronta questo mese con quello di due mesi fa. Sotto le due o tre settimane stai leggendo rumore.
  5. Fai un bilancio a distanza, con quattro domande. Che cosa ho imparato su di lui, che cosa su di me, che cosa non funziona più come prima, che cosa provo a cambiare adesso.

Cosa evitare

Non chiedere a lui se le cose vanno meglio: lo obbliga a darti un voto, e la risposta che ti darà dipenderà più dalla giornata che dai due mesi. Ed evita di commentare i miglioramenti mentre accadono («oggi ti ho visto meglio»): mette in scena un monitoraggio, e la volta dopo si nasconde per non deludere.

Quando chiedere aiuto

Se il metro dice che tu stai facendo la tua parte e la situazione non si muove, guarda lui più da vicino. Il segnale non è la tristezza ma la perdita di piacere: smette di interessargli anche quello che prima gli piaceva, e il modo in cui parla di sé diventa stabile invece che reattivo. Due settimane continuative, quasi tutti i giorni. Guarda anche sonno, appetito, rendimento e amici.

PDF

Scarica la scheda in PDF

Una pagina, da stampare.

Scarica il PDF ↓
Il libro

96 giorni per capire tuo figlio

Entra in relazione e stabilisci un rapporto empatico con tuo figlio in 96 giorni

Il libro su Amazon

Altre schede su lavoro su di sé

Tutte le schede Tutte le schede su lavoro su di sé