Comunicazione ogni età Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Parla con tuo figlio

Che differenza c'è davvero fra una domanda aperta e una chiusa?

Perché succede

La differenza non è la lunghezza della risposta, è se la risposta esiste già prima che tu chieda. La domanda chiusa ha una soluzione prestabilita e si esaurisce in una parola o in una frase: sì, no, blu. La domanda aperta non ce l’ha, e obbliga a un ragionamento e a una piccola argomentazione. Nella mia pratica vedo che quasi tutte le domande che facciamo ai figli sembrano aperte e non lo sono, perché contengono già la risposta che ci aspettiamo. Lui la sente e ce la restituisce, così finisce prima.

Cosa puoi fare

  1. Prova la domanda su di te prima di farla. Se puoi rispondere con una parola sola, è chiusa. Non è un difetto, ma sappi che cosa hai in mano.
  2. Togli la risposta che stai aspettando. Se dentro la domanda c’è già l’indizio di dove vuoi arrivare, riformulala senza.
  3. Sostituisci il verbo che verifica con «che cosa» o «in che modo». «Hai capito?» verifica. «Che cosa ne hai capito?» apre.
  4. Non offrire due alternative. «Secondo te andrà bene o andrà male?» sembra una domanda vera ed è una chiusa travestita: lascia scegliere fra due cose tue.
  5. Se la risposta arriva in una parola, non ripetere la stessa domanda più forte. Cambiala, oppure lascia stare e riprendi dopo.

Cosa evitare

Non trasformare l’apertura in un interrogatorio: una domanda per volta, e il silenzio dopo fa parte della domanda. Ed evita di usare una domanda aperta per farlo arrivare da solo a una conclusione che hai già scritto, perché è la forma di verifica che i ragazzi riconoscono meglio.

Quando chiedere aiuto

Guarda meno la lunghezza della risposta e più che cosa dice di sé quando risponde. Il segnale è il passaggio dall’episodio all’identità: non «è andata male quella verifica» ma «sono fatto così», e resta anche davanti a prove contrarie. Conta più della durata la generalizzazione: dopo un fallimento in un’area comincia a evitarne altre che non c’entrano niente. Non è un’urgenza, ma non rimandare oltre il trimestre.

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