Regole e limiti ogni età Una routine
Dalla collana Genitori senza stress

Come faccio rispettare l'orario della nanna senza litigare ogni sera?

Perché succede

Fissare un orario funziona: i ragazzi che ne hanno uno stabilito dai genitori dormono di più e sono meno stanchi di giorno (Short e colleghi, 2011). Ma la sera è spesso il momento in cui gli amici sono più attivi online, e la paura di restare tagliati fuori è una delle ragioni per cui si resta svegli col telefono in mano (Scott e Woods, 2018). Per questo l’orario regge meglio se non è solo tuo.

Cosa puoi fare

  1. Un orario fisso, lo stesso tutte le sere di scuola. Non cambia a seconda di com’è andata la giornata.
  2. Dichiara le deroghe prima. Se il venerdì si fa più tardi, o il sabato c’è una festa, lo si scrive nella regola. Una deroga concordata prima fa respirare la regola; una strappata la sera stessa la sta rompendo.
  3. Decidete l’orario insieme, e fate che valga anche per il telefono. Con qualche eccezione concordata, non con un divieto in più.
  4. Se è piccolo, una sequenza sempre uguale. Bagno, pigiama, libro, luce. E il tuo telefono non entra nella sua camera all’ora della nanna.
  5. Alle medie, scegli un orario che regge. Uno molto più anticipato di quello dei compagni diventa uno scontro ogni sera: meglio un po’ più tardi tutte le sere che perfetto tre sere su cinque.

Cosa evitare

Non trattare l’orario sulla porta della camera, alle dieci di sera: lì si contratta, non si decide. Ed evita l’orario da caserma: quello che guadagni in sonno lo paghi in conflitto.

Quando chiedere aiuto

Discutere sull’orario è normale. Diverso è quando il problema non è andare a letto ma dormire, e insieme cambia lui: da due settimane, quasi ogni giorno, è irritabile, non gli interessa più ciò che gli piaceva, mangia in modo diverso, lascia amici o sport. Lì l’orario non c’entra.

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