Bias cognitivi 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress

Perché non riconosco più mio figlio adolescente?

Perché succede

Spesso quello che non riconosci non è lui, è il percorso che avevi disegnato per lui senza dirtelo: il liceo, l’università, un lavoro come il tuo o come avresti voluto il tuo. Quando a diciassette anni ti dice che vuole fare altro, il tuo sguardo preferisce la strada già tracciata solo perché è quella che c’è: è il bias dello status quo (Samuelson e Zeckhauser, 1988), che in famiglia ha la faccia del «così si fa». Un percorso conosciuto ti permette di immaginare il suo futuro, e immaginarlo ti tranquillizza; uno che non conosci ti lascia senza mappa proprio quando vorresti proteggerlo di più.

Cosa puoi fare

  1. Ascolta la frase che ti sale. «Non ti riconosco più», detto davanti a un progetto suo, parla della tua mappa e non di lui, che in quel momento è esattamente dove dovrebbe essere.
  2. Chiedigli di raccontartela. La vita che immagina fra cinque anni: dove, con chi, con che giornate.
  3. Mentre racconta, non correggere niente. Niente «sì, ma», niente conti fatti al posto suo. Nominarla insieme non la rende più vera né definitiva: la rende sua, e diventa un argomento su cui si può tornare.
  4. Accorgiti di quando difendi l’ordine delle cose. Se ti sorprendi a difendere «il mondo come deve andare» mentre lui ti spiega perché quel mondo a lui non va, è lì che smetti di vedere le sue esigenze.

Cosa evitare

Non trattare la sua idea come una deviazione da riportare in carreggiata: il compito non è decidere se sia una buona idea, è accorgerti che la vita che immagina è una vita. Ed evita il no a caldo, mentre sparecchi, che chiude una porta contro cui poi ognuno dei due ha già sbattuto.

Quando chiedere aiuto

Un figlio che non riconosci perché ha un progetto suo sta crescendo. Il quadro è diverso se non lo riconosci perché si è spento: smette di interessargli anche quello che prima gli piaceva, parla di sé con un giudizio fermo («sono un fallito») e, più che triste, è irritabile quasi tutti i giorni per due settimane, con sonno, appetito o rendimento che cambiano.

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