Che cosa fai
Per tre settimane lavora su un punto solo alla volta, un paio di giorni ciascuno. Non avere fretta: qui un giorno in più vale più di una scorciatoia.
Che cosa guardi
I passaggi, in ordine. Rendi il traguardo concreto e specifico, e individua il contesto in cui succederà. Decidi che cosa farai e con quali strumenti. Suddividi in passi più piccoli, ognuno con la sua scadenza, e stabilisci qual è il passo finale che ti dirà che ci sei arrivato. Descrivi che sensazioni vivrai quando ci sarai. Poi verifica: che ogni pezzo sia davvero fattibile, che ogni micro-obiettivo stia nella tua cerchia di influenza, che niente vada in conflitto con la tua vita e con quella di chi ti sta intorno, compresi gli altri figli. Infine dai a ogni passo una tempistica realistica, e riscrivi al positivo tutto quello che avevi scritto con un «non». Il punto che regge gli altri è la cerchia di influenza: «che mi ascolti» non dipende da te, «imparare quali sono i suoi interessi» sì.
Dove si inceppa
Si scrivono obiettivi che riguardano lui. È il modo più veloce per trasformare un percorso su di sé in una lista di pretese.
Quando puoi passare oltre
Quando ogni riga della tua lista descrive una cosa che puoi fare tu, ha una scadenza, ed è scritta al positivo.