Che cosa fai
Portalo a parlare di qualcuno che gli piace molto e poi di qualcuno che non gli piace affatto. Guarda il corpo, non le parole. Quando ti senti sicuro, prova a dirglielo dentro una conversazione normale.
Che cosa guardi
Che cosa cambia fra i due momenti: un sorriso, le dita che si muovono, gli occhi che si allargano, la voce che sale. Oppure lo sguardo che scende, la fronte che si aggrotta per un secondo, i pugni che si stringono. Non prendere questi esempi come un manuale: tuo figlio ha uno schema suo, e tu sei qui per scoprire quale. Fagli altre domande su cose che gli piacciono e cose che no, e verifica se lo schema si ripete. Solo dopo, dentro una conversazione naturale, prova a nominarlo: «quando hai detto che ti piaceva quel film ti si sono illuminati gli occhi». Poi dì qualcosa di neutro, guarda la reazione e prova a indovinare che cosa prova. Se sbagli, quello schema non l’hai ancora capito: continua a guardare.
Dove si inceppa
Diventa un numero da mostrare a tuo figlio, oppure una verifica: visto che avevo ragione. Qui stai imparando a leggerlo, non a dimostrare che lo sai fare.
Quando puoi passare oltre
Quando riconosci il suo schema in una conversazione qualsiasi, senza doverlo provocare, e quando lo nomini lui non si irrigidisce.