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Dalla collana Genitori senza stress

Come preparo lo spazio in cui studia?

Perché succede

Lo studio è l’ambito in cui ogni piccolo attrito fa più danni. La scrivania piena, la lampada da cercare, la penna che non c’è: ogni ostacolo fra tuo figlio e il libro aperto è un’occasione per rimandare, e una mente che risparmia fatica le coglie tutte.

Cosa puoi fare

  1. Un posto che serve solo a studiare. Una scrivania, o un angolo del tavolo se la scrivania non c’è. Sedersi lì mette la testa in modalità studio prima ancora di aprire il libro.
  2. Lo ordina lui, non tu. Sgombro dalle macerie: niente giochi, niente piatti. Un posto sistemato con le sue mani è un posto suo.
  3. Tutto pronto per partire con un gesto. La lampada già puntata sul piano, da accendere e basta; libri, quaderni e penne a portata di mano ma fuori dal piano di lavoro. Il telefono sta nel suo posto, fuori.
  4. Un orario umano, sempre lo stesso. Dopo una pausa vera, non alle due e un quarto se rientra alle due. Se è piccolo: merenda, scrivania, mezz’ora, gioco. Se è già alle medie, l’orario lo propone lui dentro una finestra che fissi tu.
  5. Festeggia il processo, non il voto. La scrivania pronta, l’orario rispettato, la settimana completata. Se la domanda di ogni giorno è «quanto hai preso?», studierà per il voto, e una spinta che viene da fuori dura poco.

Cosa evitare

Alle medie non progettarglielo tu: aiutalo solo sulla luce e sull’ordine. E se i voti non seguono, non caricare tutto sullo spazio: è un altro discorso, da fare con gli insegnanti.

Quando chiedere aiuto

Un brutto periodo a scuola è un episodio. Il segnale diverso è quando diventa identità: «non sono portato» resta anche davanti a un buon risultato, e dopo una materia andata male comincia a evitare anche quelle che andavano bene, o lo sport. Senza urgenza, ma non oltre il trimestre.

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