Perché succede
Quando tuo figlio ti dice che si sente osservato e tu rispondi «non è vero», lui sente due cose insieme: che il suo problema non esiste e che tu non l’hai capito. Nasce da un fraintendimento su cosa sia rassicurare. Rassicurare non è smentire la paura, è far sapere che la paura è stata sentita e che chi la ascolta non si spaventa. La prima cosa che gli serve non è avere torto: è non essere solo mentre ci sta dentro.
Cosa puoi fare
- Comincia dal riconoscimento, con una frase corta. «Capisco che ti senti a disagio.» «Immagino che sia stato pesante.» Poi fermati e aspetta: il silenzio dopo il riconoscimento è quello che gli fa continuare.
- Fai una domanda invece di una rassicurazione. «Vuoi raccontarmi com’è andata?» sposta il peso da te a lui, e a lui serve raccontarlo più che sentirsi contraddire.
- Riconosci senza dover essere d’accordo. «Non lo vedo come te, e capisco perché per te è così.» È la formula che tiene insieme le due cose senza mentirgli.
- Se serve, aggiungi un dubbio, non una smentita. «Possiamo provare a capire se stava ridendo per te o per altro?» Lo aiuta a guardare la scena da fuori restando dalla sua parte.
- Chiudi riconoscendo il coraggio, non il risultato. Ha parlato con te di una cosa che lo umilia: quello vale più di come è andata la giornata.
Cosa evitare
«Non è niente», «stai esagerando», «sei bellissimo così»: tre modi diversi di dirgli che il suo modo di sentire è sbagliato. Evita anche la rassicurazione a raffica: più insisti che va tutto bene, più lui capisce che c’è qualcosa da nascondere.
Quando chiedere aiuto
Il segnale specifico di questa scheda è la rassicurazione che non basta mai. Se tuo figlio torna a chiederti dieci volte al giorno se va bene così, se dopo ogni tua risposta ha bisogno subito della successiva, se non riesce a uscire di casa senza il tuo via libera, siete dentro un circolo in cui la tua rassicurazione ha smesso di funzionare e ha iniziato ad alimentare l’ansia. Non si esce da soli: parlane con uno psicologo, e diglielo con queste parole, che sono l’informazione clinica utile.