Bias cognitivi 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress

Come rispondo quando mio figlio dice di essere un fallito?

Perché succede

Quella frase non descrive un fatto, è la conclusione di un ragionamento: un episodio è diventato una caratteristica, e da caratteristica si è allargato a identità. È il passaggio da «ho preso otto e volevo nove» a «sono uno stupido». Quando arriva a dirtela ad alta voce, in genere se la sta ripetendo dentro da settimane, e il fatto che te la dica è la parte buona della giornata: significa che una porta è ancora aperta.

Cosa puoi fare

  1. Non smentire nella prima frase. «Non dire così» chiude il discorso in due secondi. Resta dentro la frase: «da quanto ti senti così?»
  2. Chiedi da dove arriva quella conclusione. Non per contestarla, per farla atterrare su un episodio preciso. Un fatto si può guardare, un’identità no.
  3. Separa il fatto dalla conclusione, ad alta voce. «Quel compito è andato male. Questo lo vedo. Che tu sia un fallito è una conclusione che hai tirato tu, ed è un’altra cosa.»
  4. Chiedi a lui, non elencare tu. «Che cosa direbbe di te il tuo amico più stretto?» Le prove contrarie funzionano se le dice lui.
  5. Resta, anche in silenzio. Non uscire dalla stanza subito dopo quella frase, e non chiudere con una battuta. Il messaggio che passa non sono le parole, è che non ti sei spaventato e non sei andato via.

Cosa evitare

«Hai tutto quello che vuoi», «pensa a chi sta peggio», e l’elenco dei suoi successi recitato da te: nessuna delle tre lo raggiunge, e tutte e tre gli dicono che si sta sbagliando a sentirsi così.

Quando chiedere aiuto

Questa è la scheda in cui la soglia è vicina. Contatta uno psicologo o il tuo medico entro pochi giorni se accanto a quella frase compaiono il rifiuto di andare a scuola, un ritiro in camera che dura da settimane, un pianto che non si consola, o frasi tipo «niente ha più senso». Non aspettare nemmeno un giorno, e non restare solo a gestirlo, se accenna in qualunque forma al fatto che sarebbe meglio non esserci o al farsi del male: in quel caso vale il contatto immediato con il medico o con il numero di emergenza. Dirgli che chiedi aiuto non è un tradimento della sua fiducia, ed è meglio spiegarglielo che farlo di nascosto.

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