Perché succede
«Meno videogiochi e più impegno a scuola» sembra chiaro, ma non dice quanto, come, da quando né fino a quando. Tuo figlio può dire sì a una regola così e non rispettarla mai senza mentire: ha detto sì a una nebbia. Una regola vaga si riapre ogni sera, e ogni sera tu sei giudice, avvocato e imputato.
Cosa puoi fare
- Scrivila prima di proporla, in una riga. Se non ci sta in una riga, non è ancora pronta.
- Rendila specifica e misurabile. Un comportamento preciso, non un atteggiamento: alla fine della giornata si deve poter dire se è stata rispettata, senza discutere. «Alle 21 il telefono va sulla mensola dell’ingresso» si verifica, «usa meno il telefono» no.
- Dalle un inizio, una durata e un giorno di verifica. «Da lunedì, per tre settimane; la domenica della terza ne parliamo.» Se è piccolo, tre settimane sono un’eternità: accorcia a una, con la verifica nel fine settimana.
- Fai stare la verifica nelle cose, non nella memoria. Basta guardare la mensola: non serve la tua parola contro la sua.
- Tienila netta finché vale. O sei dentro o sei fuori: «l’ho posato alle nove e un quarto, vale lo stesso» non esiste.
Cosa evitare
Non scrivere un desiderio travestito da regola, con parole come «meno», «decente», «di più»: un patto si può onorare, un desiderio si può solo deludere. E non dimenticare la data di fine: alle medie è quella che trasforma una condanna a vita in un esperimento fatto insieme.
Quando chiedere aiuto
Se anche le regole scritte bene saltano tutte, guarda che cosa succede intorno. Il segnale che cambia il quadro non è l’opposizione, è quando si spegne: da qualche mese esce sempre meno, il sonno scivola sulla notte, oppure c’è un mese di rifiuto della scuola. Lì non serve una regola scritta meglio, e non conviene aspettare che passi.