INCLUDE — Settimana 21–27 Settembre 2026
Il 24 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che rende il PEI non più da riadottare ogni anno ma da aggiornare solo in presenza di elementi nuovi, e che dal 2027/28 fissa un tetto del 30% di alunni stranieri senza pregresso scolastico italiano nelle classi prime. Nella stessa settimana la letteratura internazionale ricorda due cose scomode: chi osserva lo stesso adolescente con ADHD ne dà descrizioni poco concordanti, e l’esclusione dalla scuola è un meccanismo modificabile che peggiora gli esiti degli studenti autistici. Sull’intelligenza artificiale, 24 RCT promettono molto ma nessun modello di valutazione misura davvero la partecipazione.
♿ INCLUDE — Settimana 21–27 Settembre 2026
TL;DR: Il 24 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che rende il PEI non più da riadottare ogni anno ma da aggiornare solo in presenza di elementi nuovi, e che dal 2027/28 fissa un tetto del 30% di alunni stranieri senza pregresso scolastico italiano nelle classi prime. Nella stessa settimana la letteratura internazionale ricorda due cose scomode: chi osserva lo stesso adolescente con ADHD ne dà descrizioni poco concordanti, e l’esclusione dalla scuola è un meccanismo modificabile che peggiora gli esiti degli studenti autistici. Sull’intelligenza artificiale, 24 RCT promettono molto ma nessun modello di valutazione misura davvero la partecipazione.
🔴 Segnale forte
Il PEI smette di essere annuale. La ricerca dice che lo sguardo sull’alunno è già fragile
Il 24 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge per l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, un provvedimento omnibus che tocca PNRR, segreterie, latino, dispersione e integrazione degli studenti stranieri. Per l’inclusione la norma chiave è una riga: il PEI definisce le ore di sostegno necessarie alla classe secondo un calendario che consenta di fissare l’organico prima dell’inizio delle lezioni. Attorno a questa riga, secondo le prime ricostruzioni della bozza, cambia l’architettura temporale del documento. Tecnica della Scuola riporta PEI provvisorio entro giugno e definitivo entro il 15 ottobre per i nuovi certificati, PEI definitivo entro giugno per gli alunni già iscritti con aggiornamenti possibili nelle prime due settimane di ottobre, mantenimento del monte ore nel passaggio tra anni di corso salvo nuove condizioni, e la possibilità per il GLO di approvare il PEI anche in assenza di qualche componente purché regolarmente convocato. Il punto politico lo sintetizza ANSA: il PEI verrà aggiornato negli anni successivi solo in presenza di nuovi elementi e non in ogni caso.
L’obiettivo dichiarato è doppio e in parte legittimo: ridurre adempimenti ripetitivi e anticipare l’assegnazione del sostegno, che oggi arriva spesso a lezioni iniziate. Le reazioni sono arrivate in 48 ore. Anffas ha contestato il mancato coinvolgimento dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica e il rischio che la riduzione degli adempimenti venga letta come riduzione della verifica educativa (Voce della Scuola); su Vita Sara De Carli ha ricordato che i bambini cambiano anche quando la diagnosi resta la stessa.
Qui la ricerca della settimana entra con precisione. Una revisione sistematica con meta-analisi su Children (Giannakopoulos e Prassou, 30 report, 282 outcome, adolescenti 10-19 anni) ha misurato quanto concordano genitori, ragazzi, insegnanti e clinici nel valutare l’ADHD. La correlazione media genitore-adolescente è 0,33 per l’inattenzione e 0,32 per l’iperattività, con intervalli di predizione che attraversano lo zero; quella genitore-insegnante è 0,29 e 0,27, con intervalli di confidenza che attraversano lo zero. Tradotto: in alcuni contesti è plausibile che chi guarda lo stesso ragazzo da casa e chi lo guarda da scuola non concordino quasi per niente. Gli autori concludono che i resoconti non vanno trattati come intercambiabili.
Messo accanto al decreto, il dato cambia la domanda. Il problema non è se riscrivere il PEI ogni anno sia burocrazia (spesso lo è stato, per come veniva compilato). Il problema è chi decide che ci sono elementi nuovi, e con quale sguardo. Se l’aggiornamento diventa un’eccezione da motivare, il peso ricade sulla capacità del GLO di accorgersi del cambiamento, cioè esattamente sul punto in cui la letteratura mostra la massima fragilità: osservatori diversi che vedono cose diverse. Un PEI stabile funziona se esiste un monitoraggio vivo; senza, la stabilità diventa inerzia. La norma è in via di pubblicazione e i dettagli vanno verificati sul testo in Gazzetta, anche perché si sovrappone alla scadenza del 31 ottobre per il PEI digitale su SIDI segnalata la settimana scorsa.
Fonti: Comunicato CdM n. 190, 24 set 2026 (via Infoparlamento) · Tecnica della Scuola, 25 set · ANSA, 24 set · Vita, 26 set · Giannakopoulos & Prassou, Children, 2026
📡 Altri fili
L’intelligenza artificiale funziona nei trial. Ma nessuno misura se fa partecipare
Due revisioni uscite a settembre su Healthcare raccontano l’AI per l’inclusione da due lati. La prima, di Mitsea, Drigas e Skianis, è una revisione sistematica PRISMA di 24 RCT (2019-2026) su tutor intelligenti, agenti conversazionali e piattaforme adattive per persone con ADHD, autismo, dislessia, discalculia e deterioramento cognitivo, con rischio di bias valutato con RoB 2. I miglioramenti riguardano attenzione, memoria di lavoro, flessibilità, regolazione emotiva, abilità sociali e comunicative; l’AI generativa sembra efficace su linguaggio e comunicazione. Ma è una sintesi narrativa, senza meta-analisi, e gli autori stessi indicano l’eterogeneità di interventi e misure come limite alla generalizzabilità.
La seconda, di Giraldo e Sacchi, è una revisione critica di 45 pubblicazioni che individuano 16 approcci per valutare le tecnologie assistive basate su AI. La dimensione della persona è esplicita in 15 approcci su 16, l’attività in 9, la partecipazione in uno solo, i fattori ambientali in 6. Le proprietà specifiche dell’AI (comportamento probabilistico, adattività) sono valutate in 3 approcci, gli esiti nella vita quotidiana nel tempo in 2. Nessuno copre tutto. Gli autori propongono un criterio sovraordinato, la validità assistiva, che tenga insieme prestazione tecnica, agency e risultati significativi.
Il cortocircuito è istruttivo: il campo misura bene che lo strumento migliora una funzione, e quasi mai se quella funzione migliorata cambia la vita in classe. Per chi sceglie strumenti compensativi è una griglia pronta: prima di chiedere se funziona, chiedere cosa è stato misurato.
Fonti: Mitsea, Drigas, Skianis, Healthcare, 2026 · Giraldo & Sacchi, Healthcare, 2026
La transizione è il punto in cui si paga il conto
Il 25 settembre Social Science & Medicine ha pubblicato un’analisi econometrica su 8.570 partecipanti della coorte statunitense Add Health che corregge per errore di misura della diagnosi autoriferita e per selezione nell’occupazione. Risultato: una diagnosi di ADHD in infanzia riduce in modo sostanziale la probabilità di essere occupati nella prima età adulta, mentre l’effetto sul reddito, una volta al lavoro, è vicino a zero, e la penalità si attenua più avanti. Il costo è concentrato all’ingresso. Lo stesso giorno Research in Developmental Disabilities ha pubblicato SAVOR, programma digitale mediato dai genitori per mantenere le competenze prelavorative di 64 adolescenti e giovani autistici sauditi durante l’estate: studio pilota a due gruppi con lista d’attesa, ritenzione del 90,6%, d = 0,58 sulla prontezza lavorativa riferita dai genitori, non preregistrato. Un segnale, non una prova. Insieme dicono dove mettere le risorse: sul passaggio, non sulla permanenza.
Fonti: Social Science & Medicine, 25 set 2026 · Aldakhil & Algahtani, RIDD, 25 set 2026
🔬 Paper della settimana
Yeoman, Cieplinska, Lye, Totsika, “School Exclusion as a Partial Mediator Between Autism and Adolescent Mental Health”, Journal of Autism and Developmental Disorders, 26 settembre 2026. DOI: 10.1007/s10803-026-07550-7
Domanda. L’esclusione scolastica (sospensioni ed espulsioni) nella scuola secondaria spiega una parte del legame tra autismo e difficoltà di salute mentale in adolescenza?
Metodo. Coorte longitudinale di popolazione: UK Millennium Cohort Study, 10.228 ragazzi, sette ondate. Diagnosi riferita dai genitori tra 5 e 11 anni, esclusione tra 11 e 14, sintomi internalizzanti ed esternalizzanti autoriferiti a 17 anni con lo SDQ. Confondenti mappati su un grafo aciclico diretto, analisi di mediazione causale con g-formula. Livello di evidenza: osservazionale longitudinale con metodi causali, non sperimentale.
Risultati. Gli adolescenti autistici hanno punteggi più alti su entrambe le dimensioni e sono più spesso esclusi. L’esclusione media in parte il legame con i sintomi esternalizzanti (effetto indiretto 0,03, IC 95% 0,004-0,06); nessuna mediazione per quelli internalizzanti. L’effetto è piccolo, ma è una delle poche componenti del percorso che dipende interamente da decisioni della scuola.
Cosa significa in classe. Gli autori leggono il dato come perdita dei fattori protettivi che la scuola offre. In Italia l’espulsione formale è rara, ma l’esclusione di fatto no: uscite anticipate concordate, orario ridotto, tempo passato fuori dall’aula con il solo docente di sostegno. Ogni volta che la risposta al comportamento difficile di un alunno autistico è toglierlo dal contesto, questo studio suggerisce che si sta alimentando proprio il comportamento che si voleva ridurre.
🇮🇹 Ponte Italia
La seconda metà del decreto riguarda gli alunni stranieri. Dal 2027/28 nelle prime classi della primaria gli alunni con cittadinanza non italiana non nati in Italia o senza due anni di scuola dell’infanzia non potranno superare il 30%; nella secondaria lo stesso limite vale per chi non ha tre anni di frequenza positiva nel sistema italiano, con redistribuzione tra istituti vicini e fondi per il potenziamento dell’italiano (Orizzonte Insegnanti). Non è una norma sulla disabilità, ma per chi fa inclusione la saldatura è evidente: la settimana scorsa lo studio norvegese su MoBa mostrava che le bambine figlie di madri non norvegofone arrivano alla diagnosi di ADHD con circa 29 mesi di ritardo. Redistribuire e accertare la lingua all’ingresso rischia di rafforzare la lettura linguistica di difficoltà che a volte sono neuroevolutive, e viceversa. Serve che chi valuta l’italiano L2 sappia anche quando inviare.
Sul fronte delle risorse, il 23 settembre il CIIS ha denunciato 800-900 posti di potenziamento sul sostegno non assegnati in Sardegna, su oltre 10.000 alunni con disabilità: è la risorsa che permette co-progettazione e compresenza, non la copertura individuale. Coerente con quanto emerge dalla scoping review di AJOT sul terapista occupazionale scolastico (60 studi): la barriera ricorrente all’inclusione non è la mancanza di interventi ma l’assenza di tempo condiviso di progettazione e l’ambiguità dei ruoli.
🧭 Tendenze della settimana
Il filo comune è la tensione tra stabilità e osservazione. Il decreto italiano stabilizza il PEI per garantire tempi certi al sostegno; la meta-analisi sugli informatori ricorda che l’osservazione su cui quel PEI poggia è instabile per natura; lo studio sull’esclusione mostra che le decisioni prese sul comportamento hanno effetti misurabili a distanza di anni. Più il documento diventa fisso, più la qualità dipende dal monitoraggio, e il monitoraggio è la parte meno finanziata del sistema.
Sull’AI il campo sta passando dalla domanda “funziona?” alla domanda “cosa stiamo misurando?”. È lo stesso movimento di smontaggio delle categorie osservato la settimana scorsa: dopo l’espansione delle etichette e degli strumenti, si torna a chiedere quali esiti contino davvero. La risposta che emerge è la partecipazione, cioè la dimensione ICF che il PEI italiano dichiara di mettere al centro e che quasi nessuno strumento sa ancora misurare.
📌 Da tenere d’occhio
- Testo del decreto in Gazzetta Ufficiale e conversione parlamentare. Da verificare i criteri su cosa siano gli “elementi nuovi” che giustificano l’aggiornamento del PEI, il coordinamento con la scadenza SIDI del 31 ottobre e l’eventuale coinvolgimento dell’Osservatorio permanente chiesto da Anffas.
- Learner voice in Parlamento europeo. Il 23 settembre l’European Agency ha portato giovani e decisori al Parlamento europeo per il suo trentennale (news EASNIE). Da seguire se ne escono raccomandazioni sulla partecipazione degli studenti alla stesura dei piani individualizzati, tema assente dal dibattito italiano sul PEI.
- Valutazione dell’AI assistiva a scuola. Il criterio di validità assistiva proposto da Giraldo e Sacchi è un candidato naturale per le linee guida sull’uso dell’AI in classe: utile osservare se entra nei documenti istituzionali.
- Esclusione informale. Nessun dato sistematico italiano su riduzioni d’orario e uscite anticipate per alunni con disabilità: lo studio britannico rende urgente misurarle.