INCLUDE — Settimana 28 Settembre–4 Ottobre 2026
Il decreto-legge 170/2026 è in Gazzetta dal 30 settembre e in vigore dal 1° ottobre: il PEI ora definisce e motiva le ore di sostegno, le conserva nel passaggio d’anno e può essere approvato dal GLO anche senza tutti i componenti. Nella stessa settimana l’European Agency rilancia il monitoraggio della partecipazione socio-emotiva e della voce degli studenti, e in Inghilterra 100.000 firme difendono i diritti SEND. Sul piano delle evidenze, un’umbrella review su JADD rilegge l’ABA precoce in chiave positiva, ma il confronto con Project AIM mostra quanto il verdetto dipenda da come si pesa il rischio di bias.
♿ INCLUDE — Settimana 28 Settembre–4 Ottobre 2026
TL;DR: Il decreto-legge 170/2026 è in Gazzetta dal 30 settembre e in vigore dal 1° ottobre: il PEI ora definisce e motiva le ore di sostegno, le conserva nel passaggio d’anno e può essere approvato dal GLO anche senza tutti i componenti. Nella stessa settimana l’European Agency rilancia il monitoraggio della partecipazione socio-emotiva e della voce degli studenti, e in Inghilterra 100.000 firme difendono i diritti SEND. Sul piano delle evidenze, un’umbrella review su JADD rilegge l’ABA precoce in chiave positiva, ma il confronto con Project AIM mostra quanto il verdetto dipenda da come si pesa il rischio di bias.
🔴 Segnale forte
Il PEI è legge stabile. L’Europa, nella stessa settimana, chiede di misurare la partecipazione
La settimana scorsa il decreto era un comunicato del Consiglio dei ministri; ora è norma. Il decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227, è in vigore dal 1° ottobre e va convertito entro sessanta giorni (Orizzonte Docenti). Il testo conferma le anticipazioni e aggiunge un dettaglio pesante: l’articolo 7 del d.lgs. 66/2017 ora dice che il PEI definisce, con adeguata motivazione, le ore di sostegno da assegnare alla classe, non più che le propone (Orizzonte Insegnanti). Il calendario: per i nuovi certificati PEI provvisorio a giugno e definitivo entro il 15 ottobre, per gli alunni già frequentanti definitivo a giugno con correzioni possibili nella prima metà di ottobre; priorità al mantenimento delle ore dell’anno precedente salvo nuove condizioni; un nuovo comma 11-bis all’articolo 15 della legge 104/1992 consente al GLO di approvare il PEI anche in assenza di un componente, purché regolarmente convocato.
Il campo si è diviso in modo prevedibile ma istruttivo. Dario Ianes teme che il PEI diventi una “tavola di pietra”; AIPD e Anffas parlano di rischio di cristallizzazione; FISH, con Vincenzo Falabella, vede nella riduzione delle riscritture tempo liberato per progettare davvero (Orizzonte Scuola). AIPD ha già indicato cosa chiedere in conversione: garantire comunque una valutazione collegiale annuale di bisogni, obiettivi e risorse, chiarire come si aggiorna il PEI in corso d’anno, sciogliere l’ambiguità sull’applicazione al 2026/27. Vita mette il dito sul nodo più delicato: un GLO che approva in assenza di un componente può, nei fatti, decidere senza la famiglia.
Qui il confronto europeo è quasi didascalico. Il 28 settembre l’European Agency ha raccolto in un’unica area le risorse del progetto Learner Participation in Inclusive Education (Repubblica Ceca, Estonia, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo, Scozia): quadro teorico, casi studio, toolkit per docenti e dirigenti, metodo photovoice e una sintesi di policy con otto indicatori di monitoraggio per rilevare appartenenza, relazioni e coinvolgimento degli studenti. Il 1° ottobre la serie Inclusion Talks ha dedicato un webinar alla partecipazione delle famiglie. Livello di evidenza: casi studio e sviluppo di strumenti, non valutazioni d’impatto. Ma la direzione è chiara: l’Europa sposta l’attenzione dal documento al monitoraggio dell’esperienza dello studente, mentre l’Italia stabilizza il documento e rende più facile approvarlo con meno voci al tavolo. Le due mosse non sono incompatibili, a una condizione: che la stabilità delle ore si accompagni a un monitoraggio vivo della partecipazione. Il decreto non lo prevede; la conversione può.
Fonti: Orizzonte Scuola, testo in GU · Orizzonte Insegnanti · Orizzonte Docenti, 2 ott · AIPD, 1 ott · Vita · EASNIE, LPIE, 28 set · LPIE Summary and Key Policy Messages
📡 Altri fili
Diritti contro efficienza: la stessa partita giocata in tre paesi
In Inghilterra la petizione “Save SEND Legal Rights”, lanciata da un quindicenne autistico, ha superato le 100.000 firme il 30 settembre: il governo dovrà rispondere e il tema può arrivare in un dibattito a Westminster Hall. Contesta la rimozione di una ventina di tutele legali previste dalla riforma SEND del Schools White Paper 2026. Negli Stati Uniti, dove a giugno la supervisione dell’IDEA è stata spostata verso il Dipartimento della Salute dopo il taglio dell’89% del personale OSERS, ottobre segna il limite fino al quale è garantito il flusso dei fondi federali (ricostruzione). L’Italia, con il DL 170, è dentro lo stesso movimento con un linguaggio diverso: meno adempimenti, più tempi certi. In tutti e tre i casi la promessa è efficienza e il timore è che il diritto diventi meno esigibile. La differenza italiana è che le ore vengono rafforzate (definite e motivate), mentre a indebolirsi è il processo di revisione. È una scelta più difendibile, se il processo viene protetto in conversione.
Fonti: Special Needs Jungle, 1 ott · House of Commons Library · NPR
La formazione sulla dislessia è “a macchia di leopardo”, e la ricerca sa poco di chi resta fuori
Per il mese della consapevolezza sulla dislessia, Dyslexia Ireland ha diffuso un’indagine su oltre 900 tra docenti, genitori e studenti: il 60% degli insegnanti non sa quali programmi di lettura e ortografia funzionino meglio per gli alunni dislessici, l’82% chiede formazione obbligatoria, e una giovane docente racconta di aver avuto una sola lezione sulla dislessia in due anni di master. È un sondaggio, non uno studio controllato, ma il dato sull’incertezza metodologica è il più utile: il problema non è la sensibilità, è sapere quale intervento strutturato scegliere.
Sul versante della ricerca, una scoping review su Exceptional Children (258 studi sull’intervento precoce statunitense, 1988-2024, oltre 4,8 milioni di partecipanti) mostra che la letteratura si concentra su famiglie bianche, anglofone e urbane; famiglie multilingui, aree rurali e minoranze sono sottorappresentate, e le fasi meno studiate sono proprio invio, accertamento dell’idoneità e transizione. In altre parole, sappiamo di più su cosa funziona per chi entra già nei servizi che su chi non ci arriva.
Fonti: Irish Times, 1 ott · Batz et al., Exceptional Children, 29 set 2026
🔬 Paper della settimana
Reichow, Barton, Song, “Umbrella Review of Meta-Analyses of Comprehensive Applied Behavior Analytic Interventions for Young Children With Autism Spectrum Disorder”, Journal of Autism and Developmental Disorders, 1° ottobre 2026. DOI: 10.1007/s10803-026-07551-6
Domanda. Cosa dicono, messe insieme, le meta-analisi sugli interventi comprensivi precoci basati sull’analisi applicata del comportamento?
Metodo. Umbrella review preregistrata su PROSPERO: sei revisioni con meta-analisi, 36 studi primari unici, 2.241 bambini; ricerca fino a dicembre 2025, valutazione del rischio di bias, sovrapposizione degli studi stimata con il corrected covered area (20,56%, sovrapposizione elevata). Livello di evidenza: sintesi di meta-analisi, quindi solida quanto gli studi primari che contiene.
Risultati. Su QI tre meta-analisi riportano SMD superiori a 0,50 e tre differenze medie oltre 11,98 punti; sul comportamento adattivo SMD oltre 0,35 o differenze di almeno 5,92 punti. Comunicazione, abilità sociali, autonomie e sintomatologia sono riportate meno spesso e con risultati più variabili. Gli autori parlano di evidenza coerente e replicata.
La lettura critica. Lo stesso campo, letto con un’altra lente, dà un’altra risposta. Project AIM (BMJ 2023, 252 studi) restringendo agli RCT, escludendo le misure riferite da genitori e insegnanti e poi gli esiti ad alto rischio di bias di rilevazione, non trovava più effetti significativi per gli interventi comportamentali; l’unico effetto che reggeva riguardava gli interventi evolutivi naturalistici (NDBI). Le due revisioni non si contraddicono sui numeri: divergono su quanto peso dare a chi misura e a come. Per chi lavora in classe la conseguenza è pratica: QI e comportamento adattivo sono esiti importanti ma non esauriscono ciò che conta (partecipazione, benessere, comunicazione nei contesti reali), e la scelta tra approcci in un PEI va motivata con l’esito che si vuole ottenere, non con l’etichetta “evidence-based”.
Secondo segnale, più breve. Una meta-analisi su Frontiers in Psychiatry (14 RCT, indicizzata questa settimana) trova che la mindfulness riduce i sintomi core dell’ADHD (SMD −1,30) ma con eterogeneità al 91% e possibile bias di pubblicazione, e senza effetti su problemi emotivi, sociali ed esternalizzanti. Utile come attività di classe, non come intervento su cui costruire un piano.
🇮🇹 Ponte Italia
Il primo banco di prova del DL 170 è immediato: il 15 ottobre scade il PEI definitivo per i nuovi certificati, mentre resta aperta la scadenza del 31 ottobre per il PEI digitale su SIDI. Due date ravvicinate, norme appena cambiate e, al momento, nessuna indicazione operativa nota: è lo scenario in cui un GLO convocato in fretta approva senza la famiglia. Una pratica a costo zero che le scuole possono adottare subito è verbalizzare sempre, anche quando non si modificano le ore, cosa è stato osservato di nuovo nella partecipazione dell’alunno: costruisce la traccia che servirà a motivare un aggiornamento e anticipa ciò che gli indicatori LPIE chiedono di monitorare.
Sul fronte formazione, l’indagine irlandese parla direttamente a noi: la legge 170/2010 ha creato una cultura diffusa degli strumenti compensativi, ma molto meno sulla scelta degli interventi strutturati di lettura. E la scoping review americana è un avvertimento per il tetto del 30% agli alunni stranieri previsto dal decreto per il 2027/28: se la ricerca sottorappresenta le famiglie multilingui, anche le nostre decisioni sull’invio rischiano di poggiare su evidenze che non le riguardano.
🧭 Tendenze della settimana
Il filo comune è lo spostamento del baricentro dalla procedura all’esperienza, e la resistenza che incontra. In Europa l’Agenzia chiede indicatori di appartenenza e voce degli studenti; in Italia, Inghilterra e Stati Uniti le riforme lavorano sulla procedura, chi la fa, quando e con quali garanzie. Sul piano scientifico succede qualcosa di analogo: la discussione sull’ABA precoce non riguarda più se un effetto esiste, ma su quali esiti e misurato da chi. È la stessa domanda della settimana scorsa sull’AI assistiva: cosa stiamo misurando. Il paradigma che emerge è che un intervento, un documento o una riforma valgono quanto la capacità di osservare la partecipazione reale dello studente nel tempo.
📌 Da tenere d’occhio
- Conversione del DL 170/2026 (entro fine novembre). Gli emendamenti su valutazione collegiale annuale, aggiornamento in corso d’anno e presenza della famiglia nel GLO diranno se la stabilità diventa continuità o inerzia.
- Risposta del governo britannico alla petizione SEND. Un eventuale dibattito a Westminster Hall darà la misura di quanto la riforma possa arretrare sui diritti individuali.
- Gli otto indicatori LPIE. Candidati naturali per arricchire la sezione osservativa del PEI su base ICF: vale la pena leggerli nel report completo.
- Ottobre, mese della dislessia. Probabili nuove indagini e linee guida sulla formazione docenti: utile osservare se qualcuna misura gli esiti degli interventi di lettura, non solo le percezioni.