INCLUDE — Settimana 19–25 Ottobre 2026
Chiusi gli emendamenti al DL 170/2026, il Ministero ha trasmesso un proprio emendamento che riscrive l’articolo 1 sul PEI recependo le proposte di FISH e FAND: un PEI aggiornabile con l’evoluzione dei bisogni, con famiglie e collegialità salvaguardate, ma il testo non è ancora pubblico. Sul fronte della ricerca la settimana converge su un punto: appartenenza, preoccupazioni scolastiche e competenza emotiva sono gli indicatori più sensibili della vulnerabilità degli alunni neurodivergenti e con DSA, e restano quasi assenti dai nostri documenti. Sull’AI per lo screening, un altro studio mostra quanto le accuratezze dichiarate crollino quando si testa su bambini mai visti.
♿ INCLUDE — Settimana 19–25 Ottobre 2026
TL;DR: Chiusi gli emendamenti al DL 170/2026, il Ministero ha trasmesso un proprio emendamento che riscrive l’articolo 1 sul PEI recependo le proposte di FISH e FAND: un PEI aggiornabile con l’evoluzione dei bisogni, con famiglie e collegialità salvaguardate, ma il testo non è ancora pubblico. Sul fronte della ricerca la settimana converge su un punto: appartenenza, preoccupazioni scolastiche e competenza emotiva sono gli indicatori più sensibili della vulnerabilità degli alunni neurodivergenti e con DSA, e restano quasi assenti dai nostri documenti. Sull’AI per lo screening, un altro studio mostra quanto le accuratezze dichiarate crollino quando si testa su bambini mai visti.
🔴 Segnale forte
Il Ministero riscrive il PEI di giugno, ma il testo ancora non c’è
La settimana scorsa le audizioni in Senato avevano messo in fila le critiche all’articolo 1 del DL 170/2026: PEI scritto a giugno, congelato per ciclo, GLO valido anche senza una componente. Il 20 ottobre alle 10 si è chiuso in 7ª Commissione il termine per emendamenti e ordini del giorno (NewsIstruzione), e il giorno dopo è arrivata la novità politica: il Ministero ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio, per l’autorizzazione, una proposta di emendamento governativo che modifica l’articolo 1 recependo le indicazioni delle due federazioni FISH e FAND (FISH). Gli obiettivi dichiarati sono un PEI che «valorizzi le potenzialità di ciascuno studente», possa essere «aggiornato in relazione all’evoluzione delle esigenze educative e dei sostegni necessari», salvaguardi la partecipazione delle famiglie e la collegialità delle decisioni, in raccordo con il Progetto di Vita del D.Lgs. 62/2024 (Superando). Il percorso, secondo Vincenzo Falabella, è partito dall’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica dell’8 ottobre.
È una correzione di rotta rispetto all’impianto annunciato a fine settembre, quando Valditara presentava il PEI da aggiornare «solo in presenza di nuovi elementi» come un taglio di burocrazia (Orizzonte Scuola) e associazioni come Vorrei prendere il treno rispondevano che così l’onere della prova si sposta sulle famiglie (AScuolaOggi). Attorno si muovono gli altri emendamenti: Anief propone il GLO con partecipazione telematica della componente assente (em. 1.81) e corsie preferenziali per gli aggiornamenti legati all’evoluzione dell’alunno (Tecnica della Scuola); le opposizioni unite, con Irene Manzi (PD), indicano il ruolo delle famiglie nel PEI tra i tre punti qualificanti (OggiScuola). Sullo sfondo resta il dato strutturale che nessun emendamento sul PEI risolve: anche nel 2026/27 migliaia di posti di sostegno sono in deroga, oltre 16.800 nella sola Sicilia e oltre 10.500 in Calabria, coperti con supplenze al 30 giugno (Orizzonte Scuola).
Livello di evidenza: atti e posizioni politiche, non studi d’efficacia. Il punto operativo è la cautela: finché il testo dell’emendamento non è depositato e votato non sappiamo se cambino davvero le scadenze di giugno e di ottobre, il meccanismo di aggiornamento o le regole di validità del GLO. Per chi coordina l’inclusione conviene continuare a documentare l’evoluzione del profilo funzionale anno per anno: qualunque versione passi, un PEI «aggiornabile» richiederà comunque di dimostrare che cosa è cambiato.
Fonti: FISH · Superando · NewsIstruzione · Tecnica della Scuola, Anief · OggiScuola, Manzi · Orizzonte Scuola, Valditara · Orizzonte Scuola, deroghe
📡 Altri fili
Il passaggio alle medie si misura con l’appartenenza, non con la diagnosi
Una revisione sistematica pubblicata il 20 ottobre su JCPP Advances ha cercato studi longitudinali con gruppo di confronto e almeno due rilevazioni, prima e dopo il passaggio dalla primaria alla secondaria, con dati riferiti dagli stessi alunni neurodivergenti: autistici, con disturbo primario del linguaggio, con sindrome di Down (Palikara et al.). Su 488 record ne sono rimasti 10. Gli esiti di salute mentale sono misti e inconcludenti; le misure psicosociali, cioè preoccupazioni per la scuola, senso di appartenenza e connessione, risultano invece gli indicatori più sensibili e coerenti della vulnerabilità legata alla transizione. Livello: revisione sistematica con sintesi narrativa (SWiM), pochi studi e quasi nessun disegno partecipativo.
Il dato si incrocia con i casi di studio commissionati dal DfE inglese su 16 scuole mainstream, pubblicati il 16 ottobre e ripresi questa settimana dalla stampa di settore: l’appartenenza poggia su sicurezza, inclusione, identità collettiva, riconoscimento individuale e relazioni, e gli approcci individualizzati sono indicati come «particolarmente» importanti per gli alunni con SEND (DfE, Ipsos e TONIC). Livello: studio qualitativo a casi multipli. Per noi la traduzione è concreta: nel passaggio di grado, proprio il momento in cui il DL 170 prevede l’aggiornamento del PEI, chiedere all’alunno quanto si sente parte della nuova scuola dice più di una scala di sintomi.
Fonti: Palikara et al., 2026 · DfE, School belonging case studies
Musica e teatro con gli alunni autistici: effetti medi, ma su cosa?
Due meta-analisi indicizzate questa settimana riguardano attività che molte scuole italiane già propongono nei laboratori. La prima, su 33 studi e 1.880 partecipanti sotto i 18 anni, trova un effetto medio della musicoterapia e degli interventi musicali sulla comunicazione e interazione sociale (g 0,64; 0,57 nello strato di studi più solidi), un effetto piccolo sul linguaggio (g 0,32, che negli studi più solidi non è più significativo), e nessun effetto significativo su funzionamento adattivo e qualità della vita (Lu et al., Frontiers in Psychiatry). Gli autori adottano esplicitamente una cornice neurodiversity-informed: l’effetto più grande (g 1,23) è sulle scale di «caratteristiche autistiche», cioè l’esito che meno racconta partecipazione e autonomia. La seconda, su 16 studi controllati e 703 partecipanti, stima un effetto medio degli interventi basati sul teatro sulle abilità sociali (g 0,54, eterogeneità 76%), moderato dal tipo di approccio, dal contesto e da chi conduce l’intervento, non dall’età né dalla dose (Geng et al., Research on Child and Adolescent Psychopathology).
Livello: meta-analisi di studi controllati di qualità variabile. La lezione per la classe è nella moderazione: conta come e dove si fa, più di quante ore si fanno. E un laboratorio che si dichiara inclusivo dovrebbe definire obiettivi di partecipazione e comunicazione funzionale, non di riduzione dei «tratti».
Fonti: Lu et al., 2026 · Geng et al., 2026
AI per lo screening: il 90% che diventa 65%
Continua il filo dei risultati negativi utili. Uno studio su Frontiers in Neuroscience ha rianalizzato la classificazione dell’ADHD da EEG pediatrico (121 bambini, 4.173 segmenti) confrontando due protocolli: segmenti dello stesso bambino mescolati tra addestramento e test, oppure test su bambini mai visti (Geethapriya et al.). Un classificatore classico passa dal 90% di accuratezza al 65,6%: 24 punti persi, perché il modello riconosceva l’individuo, non il disturbo. Le reti convoluzionali reggono meglio, ma si fermano al 72,7%. Livello: studio metodologico di validazione. In parallelo una revisione bibliometrica su 83 pubblicazioni sulle tecnologie per la discalculia conclude che l’AI è un tema emergente, non ancora centrale, con poche evidenze longitudinali e questioni aperte di privacy e trasparenza (Serin et al., Disability and Rehabilitation: Assistive Technology). Il criterio pratico per chi valuta uno strumento proposto alla scuola: chiedere sempre come è stata misurata l’accuratezza e su chi.
Fonti: Geethapriya et al., 2026 · Serin et al., 2026
🔬 Paper della settimana
Competenza emotiva nei bambini con disturbi del linguaggio e dell’apprendimento (Verdaguer-Ribas et al., Journal of Learning Disabilities, 22 ottobre 2026). Il gruppo dell’Universitat de Barcelona si è chiesto se i bambini con disturbo primario del linguaggio, dislessia e discalculia differiscano dai coetanei a sviluppo tipico in tutte e quattro le dimensioni della competenza emotiva: identificazione, comprensione, regolazione ed espressione. Revisione sistematica PRISMA con meta-analisi multilivello: 855 studi vagliati, 42 inclusi, 33 nella meta-analisi. Risultato: deficit significativi nell’identificazione, nella comprensione e nell’espressione delle emozioni, tendenza a una regolazione più fragile; il QI non verbale modera solo la comprensione emotiva. Livello: meta-analisi.
Per chi lavora in classe il messaggio è che il DSA non è «solo» un problema di lettura o calcolo. Una parte delle difficoltà di comportamento o di ritiro che leggiamo come motivazionali può dipendere da una competenza emotiva più fragile, e gli autori raccomandano di integrare la dimensione emotiva sia nella valutazione sia negli interventi. Accanto, segnaliamo uno studio su 262 genitori cinesi di studenti con disabilità intellettiva, firmato anche da Karrie Shogren, che usa la Self-Determination Inventory: livelli di autodeterminazione percepita moderati, con la gravità della disabilità come unico predittore significativo (Wang et al., JARID). Livello: studio trasversale. Ricorda che senza opportunità strutturate di scelta, offerte anche agli studenti con bisogni più complessi, l’autodeterminazione resta una dichiarazione di principio.
🇮🇹 Ponte Italia
La settimana offre un aggancio raro tra ricerca e norma. Se l’emendamento governativo renderà il PEI davvero «aggiornabile in relazione all’evoluzione delle esigenze», servirà un modo per documentare quell’evoluzione, e la ricerca di questa settimana indica dove guardare: appartenenza e preoccupazioni scolastiche nei passaggi di grado, competenza emotiva per gli alunni con DSA. Nei nostri modelli entrambe le dimensioni sono marginali. Il PEI su base ICF (DM 153/2023) ha la dimensione della relazione e della socializzazione, ma raramente raccoglie la voce dell’alunno; il PDP per i DSA (L. 170/2010) è costruito quasi solo su strumenti compensativi e misure dispensative, e dell’area emotiva parla poco.
Il trasferimento possibile è a costo quasi zero: inserire nei PEI di passaggio di grado una breve rilevazione riferita dall’alunno sul senso di appartenenza, e nei PDP una sezione osservativa sulla competenza emotiva che orienti verso percorsi di educazione socio-emotiva. Sul versante della transizione alla vita adulta, la Conferenza Unificata del 22 ottobre ha dato l’intesa sul riparto del Fondo per i progetti di vita (23,7 milioni per il 2026, art. 31 D.Lgs. 62/2024) e il parere favorevole a 6,8 milioni annui per il biennio 2027-2028 destinati agli atenei per formare figure capaci di redigere i progetti di vita (Enti Locali Online). Cifre modeste, ma il raccordo tra PEI e Progetto di Vita che FISH e Garante chiedono ha bisogno proprio di queste competenze, e la scuola dovrebbe chiedere di partecipare a quei percorsi formativi.
🧭 Tendenze della settimana
Il campo si sta spostando dalla diagnosi alla partecipazione come oggetto di misura. Lo fanno la revisione sulle transizioni, che trova nei fattori psicosociali gli indicatori più sensibili, la meta-analisi sulla musica, che separa gli esiti di partecipazione dai «tratti autistici», e perfino il dibattito italiano, dove il nodo politico è diventato chi partecipa al PEI e quanto spesso lo si rivede. La tensione è con la logica amministrativa: organici da fissare prima dell’estate, deroghe che si ripetono ogni anno, la promessa di meno carte. Un PEI stabile semplifica la gestione; un alunno che cambia richiede un documento che cambia. Sull’AI, invece, il campo sta maturando nel modo giusto, pubblicando le prove di quanto le prestazioni dichiarate fossero gonfiate. È lo stesso spirito critico che servirebbe per valutare le piattaforme che arrivano nelle scuole.
📌 Da tenere d’occhio
- Testo dell’emendamento governativo all’articolo 1 del DL 170/2026: se e come cambiano scadenze di giugno e ottobre, aggiornamento del PEI e validità del GLO. Aula del Senato dal 3 novembre, conversione entro il 29 novembre.
- Nota ministeriale sulla fase transitoria del PEI 2026/27: ancora assente, mentre i GLO si convocano entro fine ottobre.
- Australia, Thriving Kids: dopo l’avvio del 1° ottobre, i servizi di allied health in Victoria partono a gennaio 2027 e il Queensland non ha ancora aderito (OT Australia); un caso utile per capire che cosa succede quando il supporto si sposta dai sussidi individuali ai servizi territoriali e scolastici.
- Inghilterra: risposta del governo alla consultazione sulla riforma SEND (circa 10.000 risposte), mentre le ricerche dello stesso DfE segnalano carenza di assistenti in oltre il 70% delle scuole (Special Needs Jungle).