INCLUDE
2026.10.26

INCLUDE — Settimana 26 Ottobre–1 Novembre 2026

TL;DR

Si conoscono i contenuti dell’emendamento governativo sul PEI: redazione a giugno, aggiornamento fino al 15 ottobre e anche dopo se emergono nuovi bisogni, conferma prioritaria delle ore di sostegno, GLO valido anche senza una componente e con partecipazione a distanza; ma la 7ª Commissione non ha ancora chiuso i voti e l’Aula slitta. Fuori dall’Italia la settimana parla di soldi: l’Inghilterra ripiana 5,79 miliardi di deficit SEND, il Victoria toglie il sostegno individuale a circa 7.000 alunni. Sul fronte della ricerca, uno studio australiano mostra che il benessere degli alunni autistici si legge solo rispetto alla loro linea di base individuale.

♿ INCLUDE — Settimana 26 Ottobre–1 Novembre 2026

TL;DR: Si conoscono i contenuti dell’emendamento governativo sul PEI: redazione a giugno, aggiornamento fino al 15 ottobre e anche dopo se emergono nuovi bisogni, conferma prioritaria delle ore di sostegno, GLO valido anche senza una componente e con partecipazione a distanza; ma la 7ª Commissione non ha ancora chiuso i voti e l’Aula slitta. Fuori dall’Italia la settimana parla di soldi: l’Inghilterra ripiana 5,79 miliardi di deficit SEND, il Victoria toglie il sostegno individuale a circa 7.000 alunni. Sul fronte della ricerca, uno studio australiano mostra che il benessere degli alunni autistici si legge solo rispetto alla loro linea di base individuale.


🔴 Segnale forte

Il nuovo PEI prende forma: più flessibile sulle date, più rigido sul GLO

La settimana scorsa sapevamo solo che il Ministero aveva trasmesso un emendamento all’articolo 1 del DL 170/2026 recependo le proposte di FISH e FAND. Il 27 ottobre ItaliaOggi ne ha anticipato i contenuti, ripresi da Tecnica della Scuola e Scuolainforma (ItaliaOggi; Tecnica della Scuola). La modifica tocca l’art. 7, c. 2, lett. g) del D.Lgs. 66/2017: il PEI si redige entro giugno, si può aggiornare fino al 15 ottobre e anche oltre quando emergono nuovi bisogni, compresi quelli legati al Progetto di Vita. Nel passaggio all’anno successivo le ore di sostegno e l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione vengono confermate «in via prioritaria», salvo circostanze nuove. Il GLO può approvare il PEI anche in assenza di una componente, purché regolarmente convocata, e i membri possono partecipare a distanza e inviare materiali in digitale (Scuolainforma). Falabella (FISH) parla di «semplificazione del processo».

Il bilancio è misto. Rispetto al PEI congelato per ciclo di settembre, l’aggiornamento su bisogni nuovi e la conferma prioritaria delle ore sono guadagni reali per le famiglie: la continuità delle risorse diventa la regola, non una conquista annuale. Resta invece la validità del GLO senza una componente, che era tra le critiche del Garante nazionale (ore decise sui bisogni e non sull’organico, PEI aggiornabile in ogni momento, famiglie coinvolte davvero), riassunte questa settimana da InvaliditaWeb. La partecipazione a distanza attenua il problema, ma sposta il peso sulla qualità della convocazione.

Sul piano procedurale, al 27 ottobre l’emendamento non era ancora formalizzato in Commissione. La 7ª ha lavorato in sette sedute tra il 27 e il 29 ottobre su circa 800 emendamenti (EduNews24), e i voti proseguono il 3, 4 e 5 novembre (EduNews24): l’Aula dal 3 novembre è di fatto rinviata, con conversione entro il 29. In parallelo la FLC CGIL rilancia la richiesta di 20.000 posti di sostegno in più in organico di diritto (Orizzonte Docenti). Livello di evidenza: anticipazioni di stampa su un testo non ancora depositato. Per i GLO di questi giorni l’indicazione resta la stessa: verbalizzare con cura convocazioni, presenze e motivazioni delle ore, perché qualunque testo passi chiederà di documentarle.

Fonti: ItaliaOggi · Tecnica della Scuola · Scuolainforma · EduNews24, settimana in Commissione · EduNews24, rush finale · InvaliditaWeb · Orizzonte Docenti


📡 Altri fili

Il sostegno come voce di bilancio, da Londra a Melbourne

Il 29 ottobre il DfE inglese ha pagato 5,79 miliardi di sterline a 129 enti locali per coprire il 90% dei deficit accumulati sulla spesa SEND fino al 2025-26; restano esclusi 12 enti, tra cui Bradford e Liverpool, i cui piani locali di riforma non sono stati approvati, e l’OBR prevede comunque nuovi deficit per 4,2 miliardi nel 2026-27 (Tes). Gli enti meno finanziati chiedono un piano pluriennale: il nuovo Inclusive Mainstream Fund è visibile alle scuole solo per un anno, e i primi 6.000 £ di supporto per alunno restano a carico della scuola da oltre dieci anni (Tes). Proprio su quei piani locali, un’analisi di Special Needs Jungle su 60 documenti segnala ampie parti verosimilmente generate con AI e rischi dichiarati dagli stessi enti, dalla carenza di specialisti alla ristrutturazione del sistema sanitario (Special Needs Jungle).

In Australia il Victoria ha annunciato dal 2027 una revisione del Disability Inclusion che toglie il sostegno individuale a circa 7.000 studenti, uno su sei tra quelli oggi finanziati secondo il sindacato AEU, e riduce da 31 a 26 le aree di valutazione (EducationHQ); in South Australia Deloitte stima che il budget di Thriving Kids copra molto meno del costo che i bambini usciti dal NDIS avrebbero avuto (ABC). Livello: dati amministrativi e modelli economici. La lezione è che il passaggio dal sostegno individuale alla «mainstream inclusion» funziona solo se le risorse seguono davvero la classe; altrimenti è un taglio con un nome migliore.

Fonti: Tes, deficit · Tes, f40 · Special Needs Jungle · EducationHQ · ABC

AI: promesse alte, prove a metà

Due evidenze della settimana vanno lette insieme. Una meta-analisi su 26 studi di AI per l’identificazione dell’autismo, indicizzata su PubMed in questi giorni, stima sensibilità 0,91 e specificità 0,87, che scendono a 0,87 e 0,84 quando si escludono i dataset riutilizzati; gli autori parlano di eterogeneità sostanziale, scarsa validazione esterna e concludono che l’AI va considerata un supporto, non uno strumento diagnostico autonomo (Wang et al., Frontiers in Public Health). Il secondo dato viene dall’aula: un RCT di Eedi e Google DeepMind su 1.179 studenti di 10 scuole secondarie inglesi mostra che il tutoraggio, umano o AI, porta le risposte corrette successive all’errore dal 43% al 56-58%, ma non migliora il test di matematica di fine percorso; circa uno studente su cinque non ha mai risposto al tutor e gli alunni con disabilità non sono analizzati a parte (The 74). Livello: meta-analisi diagnostica e RCT (letto in sintesi giornalistica). Il criterio per la scuola: guadagni immediati non sono apprendimento, e un’AI che non riporta i risultati per sottogruppi non ci dice nulla sugli alunni con BES.

Fonti: Wang et al., 2026 · The 74, Eedi e DeepMind


🔬 Paper della settimana

Indicatori di benessere degli alunni autistici a scuola (Carroll, Adams e Simpson, Journal of Autism and Developmental Disorders, 27 ottobre 2026). Il gruppo di Griffith e La Trobe si è chiesto quali segnali osservabili indichino benessere alto o basso di un alunno autistico nel contesto scolastico. Disegno a due fasi con più informatori: genitori, docenti e terapisti scolastici (41) hanno generato gli indicatori, un secondo campione (36) ne ha valutato l’affidabilità. Emergono 94 indicatori di benessere alto e 99 di benessere basso, con tre risultati: lo stesso indicatore si esprime in modo molto diverso da alunno ad alunno, quindi il cambiamento va letto rispetto alla linea di base individuale e non a norme di gruppo; molti indicatori valgono per una dimensione specifica e non come segnali globali; gli indicatori citati più spesso non sono quelli giudicati più affidabili. Livello: studio qualitativo con validazione esplorativa. Per chi fa sostegno è un invito a costruire, per ogni alunno, un profilo dei suoi segnali di benessere e malessere, invece di affidarsi a check-list generiche.

Le parole per dirsi dislessici (Macdonald et al., Dyslexia, novembre 2026). Un’indagine mista su 166 adulti britannici che si identificano come dislessici mostra una gerarchia netta: preferenza per «dislessico», rifiuto di etichette come «difficoltà di apprendimento» o «disturbo specifico dell’apprendimento», vissute come deficitarie e stigmatizzanti; chi ha anche autismo o ADHD adotta più volentieri il termine «neurodivergente». Livello: survey con analisi qualitativa. Riguarda anche il linguaggio dei nostri documenti, a partire dalla sigla DSA.


🇮🇹 Ponte Italia

L’emendamento sul PEI e lo studio di Carroll si parlano. Se il PEI diventa modificabile «quando emergono nuovi bisogni», qualcuno deve accorgersi che sono emersi, e la ricerca australiana suggerisce come: segnali osservati rispetto alla baseline di quell’alunno, raccolti da più informatori. Il PEI su base ICF (DM 153/2023) ha già lo spazio per farlo nella sezione sulle osservazioni; manca la pratica di aggiornarla durante l’anno, non solo a ottobre e giugno. Un profilo individuale di benessere, condiviso tra docenti, famiglia ed educatori, sarebbe anche la prova documentale più solida per chiedere una revisione.

La conferma prioritaria delle ore va nella direzione della continuità, ma il confronto con Inghilterra e Victoria ricorda che la continuità si decide sul bilancio: con migliaia di posti in deroga coperti ogni anno da supplenze, la richiesta FLC di 20.000 posti in organico di diritto tocca il nodo vero. Infine il linguaggio: la L. 170/2010 parla di «disturbi», le persone interessate preferiscono altro. Nei PDP e nei colloqui con gli studenti più grandi vale la pena chiedere come preferiscono essere nominati.


🧭 Tendenze della settimana

La tensione dominante è tra individualizzazione e sostenibilità. La ricerca spinge verso una lettura sempre più individuale, baseline personali, voce degli interessati, etichette scelte; la politica, in Inghilterra come in Australia, spinge verso modelli di gruppo e budget prevedibili. Anche il PEI italiano si muove su questo crinale: più flessibile nei tempi, più tollerante sulle assenze al GLO. Sull’AI il campo matura con meta-analisi che ridimensionano le accuratezze e trial che separano il successo immediato dall’apprendimento, mentre nella pratica l’AI scrive già i piani locali per la disabilità. Negli USA, intanto, i dati CDC portano al 13,8% i bambini tra 5 e 17 anni con diagnosi di ADHD nel 2025, contro il 9,9% del 2019 (Contemporary Pediatrics), e i reclami formali sull’educazione speciale continuano a crescere (K-12 Dive): più diagnosi e più contenzioso sono il sintomo di un sistema che fatica a rispondere in classe.


📌 Da tenere d’occhio