Perché succede
Quasi sempre sì, un poco, e senza saperlo. Il giorno in cui hai saputo se aspettavi un maschio o una femmina, la tua mente aveva una sola informazione su tuo figlio, e la cultura in cui sei cresciuto ci ha appoggiato sopra una storia intera, fatta di frasi dei parenti, colori della cameretta e regali già scelti. È il bias di genere, e lo hanno misurato in sala parto già nel 1974 (Rubin, Provenzano e Luria): neonati uguali per peso e salute venivano descritti più delicati se femmine e più robusti se maschi. Quella storia non è rimasta nella cameretta, ha continuato a scegliere al posto tuo.
Cosa puoi fare
- Ritrova una frase di allora. «Sarà un tipo tosto», «sarà la mia principessa», oppure quella che diceva tua madre: scrivila con le parole esatte.
- Chiediti che cosa decide ancora oggi. Che cosa gli permetti e che cosa gli chiedi, che cosa non gli chiedi perché «non è da lui», che cosa non le permetti perché «è una ragazza». Non serve rispondere subito, basta accorgerti che la domanda ha una risposta.
- Guarda la stessa scena con due figli. Se lui che alza la voce «ha carattere» e lei che alza la voce «fa una scenata», o il contrario, stai leggendo la storia e non la scena.
- Rileggi le scelte grandi. La scuola superiore, lo sport, il pianto consolato a lungo o tagliato corto: erano decisioni prese guardando lui, o le hai trovate già prese?
Cosa evitare
Non farne un processo a te stesso: non è stata cattiveria né leggerezza, è una storia arrivata prima di lui. E non usare la frase di allora per spiegare chi è oggi: riguardava un bambino che non esisteva ancora, e quello che è nato ha avuto anni per mostrarti che è un altro.
Quando chiedere aiuto
Guarda se rinuncia a cose che vorrebbe fare per non essere visto: lascia uno sport, un corso, un modo di vestire o un interesse perché «non è da maschio» o «non è da femmina», e teme come lo guarderanno. Il riferimento è di mesi, ma la soglia vera arriva prima, quando l’evitamento si allarga: rifiuta inviti che prima accettava, evita lo spogliatoio, non parla più in classe.