Perché succede
Serve prima di tutto a te, perché perdonare qui vuol dire lasciare andare: non giustificare quello che è accaduto, ma scegliere di non permettere più a quel dolore di comandarti. Molto di quello che porti dentro viene da conflitti familiari mai risolti, e quelle cicatrici pesano anche sulla relazione con tuo figlio, perché una parte del dolore che porti è più vecchia di lui e riguarda i tuoi genitori. Puoi intenderlo anche in senso religioso, se è più vicino al tuo sentire: la sostanza non cambia.
Cosa puoi fare
- Comincia da te. Perdonati gli errori passati, compresi quelli che credi di aver fatto con tuo figlio, prima ancora di quelli degli altri.
- Pensa a una persona a cui non hai perdonato qualcosa. Chiediti con onestà che cosa ti costa ogni giorno continuare a portartela dietro.
- Separa la pace dalla riconciliazione. Puoi fare pace dentro di te con quello che è accaduto senza riconciliarti con tutte le persone coinvolte.
- Scegli la strada che regge. A volte passa da una conversazione, a volte da qualcuno che fa da ponte, a volte dalla decisione di allontanarti da una relazione che fa male.
- Fallo a piccoli passi. Il perdono non è facile ed è una pratica, non un gesto solo: serve a liberarti da un peso che non ti serve più e a fare spazio a relazioni più sane, compresa quella con lui.
Cosa evitare
Non confondere il perdono con il dire che andava bene: puoi lasciare andare e continuare a pensare che fosse sbagliato. E non forzarti a una riconciliazione per sentirti a posto, se l’altra persona continua a ferirti.
Quando chiedere aiuto
Le strade più profonde del perdono non si imparano da una scheda e chiedono qualcuno accanto. E guarda anche lui: se dopo una delusione dice «sono fatto così» e ci resta, e da un fallimento in un’area passa a evitarne altre, non rimandare oltre il trimestre.