Perché succede
Una regola non dura se non duri tu. Tenere il punto alla terza settimana, la sera in cui sei stanco, non è una questione di rigidità: è la fiducia di riuscirci senza urlare. Gli psicologi la chiamano autoefficacia, la convinzione di essere capaci di una certa cosa, e cresce ogni volta che quella cosa la fai.
Cosa puoi fare
- Comincia da regole piccole e vincibili, per te prima che per lui. Scegli cose su cui sai di poter tenere: ogni regola tenuta per tre settimane ti rende più capace di tenere la prossima.
- Fai valere la regola per tutti. Un unico posto per tutti i telefoni di casa, la cena senza schermi per tutti. La regola che vale per uno lo fa sentire punito; quella che vale per tutti è una cosa normale, e non la reggi da solo.
- Prendete l’impegno davanti agli altri. Un patto detto a tavola, davanti ai fratelli o ai nonni, pesa più di uno detto a quattr’occhi, anche per te.
- Trova altre famiglie che provano lo stesso. Se è piccolo, basta una merenda in cui i telefoni degli adulti stanno in un cestino all’ingresso. Se è già alle medie, scoprire che la regola vale anche a casa di un amico la trasforma nel modo in cui si fa.
Cosa evitare
Non scegliere come prima regola la più difficile: se la perdi, perdi anche la fiducia per la seconda. E non confondere tenere il punto con la rigidità: si tiene con calma, senza alzare la voce.
Quando chiedere aiuto
Se tenere duro è diventato impossibile perché ogni regola diventa uno scontro, guarda anche lui. Il segnale non è la fatica di una sera, è la perdita di piacere: da due settimane non gli interessa più ciò che gli piaceva, è irritabile quasi ogni giorno, lascia amici o sport. Lì la tua fermezza non è il punto.